Giustizia, Fini: "Nessuna dittatura dei giudici''

Giustizia, Fini: "Nessuna dittatura dei giudici''

Giustizia, Fini: "Nessuna dittatura dei giudici''

ROMA - In Italia "non c'è una dittatura né dei giudici né magistrati". E' quanto ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un'intervista a SkyTg24 commentando le parole del premier Silvio Berlusconi che sabato ha citato un'espressione di Tocqueville per spiegare la riforma della giustizia. Per Fini sono certe espressioni del premier, insieme ad alcuni punti ancora poco chiari del provvedimenti, ad indurre alla "cautela" sulla riforma della giustizia.

 

Il leader di Futuro e Libertà ha un'apertura sul testo del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: 'Non è ad personam il testo uscito dal Consiglio dei ministri ed è la ragione per cui io condivido la posizione di chi ha detto in Parlamento, senza pregiudizi, si discuta e vediamo di che cosa si tratta". Respinge però l'ipotesi del processo breve: "E' una norma ad personam - ha detto Fini - perché cancellando i processi in essere favorisce Silvio Berlusconi. La riforma va fatta per tutelare le parti lese, non gli imputati".

 

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Quanto al dibattito sulla modifica della Costituzione, Fini ha spiegato: "Non sono tra quelli che dicono che la Costituzione è intangibile. Chi lo dice non conosce i lavori dell'Assemblea Costituente. La Costituzione può essere modificata. Il problema è se cambiarla a colpi di maggioranza. Occorre uno sforzo per avere maggioranze condivise".

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