Governo battuto: Prodi al Quirinale per le dimissioni

Governo battuto: Prodi al Quirinale per le dimissioni

ROMA – Secondo l’agenzia di stampa Reuters, Romano Prodi si dovrebbe presentare di fronte al Capo dello Stato da dimissionario. Il presidente del Consiglio avrebbe preso la decisione al termine del consiglio dei ministri convocato d’urgenza alle 18.15.


Decisive sono state le inaspettate astensioni dei senatori a vita Giulio Andreotti e Sergio Pininfarina, e quelle dei senatori cosiddetti dissidenti: Fernando Rossi, eletto nelle liste del Pdci, ora indipendente, e Franco Turigliatto, senatore di Rifondazione comunista. Terminata la votazione è subito stato convocato un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, alla presenza dei ministri del governo e dei segretari dei partiti dell’Unione.


CHITI: SENZA MAGGIORANZA TUTTI I CASA

“Senza maggioranza tutto l’Esecutivo va a casa”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, commentando la sconfitta del governo avvenuta nel primo pomeriggio al Senato sulla politica estera.


PRODI IN SERATA AL QUIRINALE

Prodi andrà al più presto al Quirinale per esporre la situazione al Capo dello Stato. Il premier lo ha annunciato al termine di un incontro con i vertici dell’Unione e alcuni tra i suoi ministri più fidati, tra cui Arturo Parisi, Giulio Santagata e Massimo D’Alema. Il titolare dalla Farnesina che proprio ieri, in Spagna, aveva dichiarato: “Senza una maggioranza autonoma in politica estera, il Governo va a casa”.


Il Governo è stato battuto al Senato sulla politica estera. Non è passata, infatti, a Palazzo Madama la mzione che doveva sostenere le linee guida presentate questa mattina dal ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. Il Governo ha perso ottenendo solo 158 voti favorevoli alla mozione D’Alema, sui 160 necessari. La Casa delle libertà si è lasciata andare ad urla di gioia ed ha subito chiesto le dimissioni. D’Alema ha deciso di recarsi al Quirinale, forse per lasciare il proprio incarico.


RONCHI (An): IL GOVERNO E’ FINITO

“Dopo il voto del Senato il governo è politicamente finito. Ma l’attaccamento al potere del centrosinistra è così forte che non ci meraviglieremmo se l’Esecutivo non venisse archiviato. In tal caso, crescerebbe forte l’indignazione degli italiani”. Lo afferma il portavoce di An, Andrea Ronchi.


CICCHITTO (FI): PRODI DOVREBBE DIMETTERSI
“Il voto di oggi è la conferma che un governo che va dai troskisti a Mastella e Marini non regge, specie sulla politica estera. Prodi dovrebbe andare al Quirinale e dimettersi”. Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore nazionale di Forza Italia.

PECORARO SCANIO: I VERDI SONO LEALI

“Tutti i senatori Verdi hanno sostenuto oggi il governo e lo faranno lealmente anche nell’eventuale voto di fiducia all’esecutivo”. Lo afferma il presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. “Anche oggi - prosegue Pecoraro - il voto dei Verdi è stato compatto nonostante le difficoltà degli ultimi giorni ed ora è necessario un chiarimento nell’Unione affinché la maggioranza trovi la necessaria compattezza e convergenza per realizzare il rinnovamento e le riforme previste dal programma”.


RIFONDAZIONE: IL GOVERNO DEVE ANDARE AVANTI

“Il Prc ritiene che il governo Prodi debba continuare la sua azione. La gravità del voto che si è espresso oggi al Senato sulla politica internazionale non deve interrompere una esperienza di governo, proprio nel momento in cui più significativamente si è delineata una linea di discontinuità con il precedente governo, di autonomia e di ricerca di un ruolo del nostro Paese nella direzione della pace”. E’ quanto si sottolinea in una nota della segreteria nazionale del Prc.


LEGA NORD: PRODI VADA A CASA

"C'e' stata una presa d'atto, una presa d'atto reiterata che il Governo non ha una maggioranza in politica estera. E un governo che non ha il sostegno in politica estera ha il dovere di dimettersi".Così, parlando ai microfoni di Radio Padania Libera il capogruppo del Carroccio al Senato Roberto Castelli. Secondo l'ex ministro della Giustizia, "a questo punto Napolitano dovrebbe come minimo avviare un nuovo ciclo di consultazioni. Se non interviene, vuol dire che la Politica italiana è diventata una politica con la p minuscola".

D’ALEMA: HO SOLO CERCATO IL CONSENSO, NESSUN RICATTO

''Non minaccio nessuno, ne' la maggioranza, ne' l'opposizione'', cerco solo ''il consenso'' piu' ampio possibile in Parlamento. Sarebbe ''curioso e paradossale se non si trovasse il consenso del Senato''. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema nella sua replica a palazzo Madama.


"Io credo sia legittimo rivendicare una novita' del governo Prodi rispetto a Berlusconi", ha poi aggiunto il titolare della Farnesina precisando che non e' giusto rappresentare il nostro punto di vista come in continuita' con il punto di vista del governo precedente".


La politica estera del governo Prodi e' una "novita' radicale", secondo il titolare della Farnesina, che rivendica "la novita' di non aderire alle politiche neoconservatrici americane: noi non avremmo mandato soldati in Iraq come non li ha mandati la maggior parte dei Paesi europei".


CDL APPLAUDE D'ALEMA SU BASE VICENZA

Applausi da parte della Casa delle Liberta' al ministro degli Esteri Massimo D'Alema nel corso della replica nell'Aula di Palazzo Madama sulla politica estera del governo. Quando il titolare della Farnesina ha detto che revocare la decisione presa sarebbe considerato un ''atto ostile'' e difficilmente spiegabile, dall'opposizione si sono levati diversi applausi a cui si sono uniti settori moderati del centrosinistra.

SCHIFANI, D'ALEMA HA ELUSO TEMI DELICATI

"D'Alema ha parlato poco dell'alleanza strategica del nostro Paese, quella dell'Alleanza atlantica, e ha sorvolato sulla politica estera di questi ultimi decenni". Renato Schifani, presidente dei senatori di Fi, da' cosi' un giudizio negativo delle comunicazioni del ministro degli Esteri Massimo D'Alema a palazzo Madama.


BULGARELLI (VERDI), VOTO SI' PER LEALTA' E MI SOSPENDO DA GRUPPO

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"Votero' si' per lealta' nei confronti dei miei colleghi. Ma la mia contarieta' rimane sulla teoria della guerra, che passa per Vicenza. E nel contempo mi autosospendo da senatori dei Verdi". Lo ha detto il senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli, parlando in aula a palazzo Madama a proposito delle comunicazioni di Massimo D'Alema sulla politica estera. "Ma sull'Afghanistan votero' no, fiducia o non fiducia", ha aggiunto.


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