Governo, Berlusconi frena sui ministri: ''Li nomina Napolitano''

Governo, Berlusconi frena sui ministri: ''Li nomina Napolitano''

“I ministri li nomina Napolitano”. Con queste parole Silvio Berlusconi frena gli entusiasmi di chi gli chiedeva delucidazioni sulla nomina dei ministri del suo governo dopo il vertice di mercoledì a pranzo con Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Salvatore Lombardo, leader del Movimento per l’autonomia. E poi ammette: “Credo di essermi spinto troppo avanti nell'indicazione di qualche nome che avremo come ministro”. Scontate le nomine di Giulio Tremonti e Franco Frattini.


“La Costituzione – ha detto Berlusconi al termine del vertice - prevede che sia il capo dello Stato a nominare i ministri del governo su proposta del presidente del Consiglio. Io non sono ancora presidente del Consiglio e rispetto ciò che la Costituzione riserva alla prima carica della Repubblica''.


Tra le prime misure che verranno prese dal nuovo governo, ha detto Berlusconi, ci saranno numerosi provvedimenti. "Il nostro sarà un federalismo solidale e terrà conto di tutte le regioni, anche quelle più svantaggiate – ha detto Berlusconi -. Avremo una fiscalità di vantaggio in regioni come la Sardegna o la Sicilia".


Riguardo alla politica estera, "Esamineremo attentamente le regole di ingaggio dei nostri soldati in Libano – ha annunciato il nuovo premier -, che sono in una situazione abbastanza particolare" perchè non possono reagire in determinate circostanze".


Berlusconi riprenderà anche il dossier del ponte sullo stretto di Messina. "Il cantiere per l'avvio dei lavori per il ponte sullo Stretto riaprirà presto, oggi posso dire di esserne sempre interessato, anche se fino all'altro ieri non ho voluto dirlo apertamente per scaramanzia".

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