Governo, l'opposizione a Napolitano: no ad un Prodi-bis

Governo, l'opposizione a Napolitano: no ad un Prodi-bis

ROMA – Un coro di no ad un Prodi-bis si alza dai partiti dell’opposizione, che in mattinata hanno incontrato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulla crisi di governo nata dopo la sconfitta dell’Unione al Senato.


“Abbiamo chiesto di prendere atto che questo governo non è stato, non è e non sarà mai in grado di governare”, ha detto il leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, al termine del suo incontro al Quirinale. “E’ in gioco il ruolo, l’immagine e la credibilità stessa del nostro Paese –ha proseguito il capo di Forza Italia -. Per il bene del nostro Paese, abbiamo chiesto che non vi siano riedizioni di un esecutivo che ha già fatto abbastanza danni, compromettendo la credibilità del paese”.


Gianfranco Fini, leader di Alleanza nazionale, ha ammonito l’Unione di centrosinistra di fare calcoli che includano i senatori a vita. “Nessuno contesta il diritto dei senatori a vita di votare – ha spiegato Fini -, ma un senatore a vita non può rispondere a un programma di governo, ma unicamente alla sua coscienza”. Dunque secondo il massimo esponente di An il nuovo governo deve “reggersi sui senatori eletti”.


No ad un Prodi-bis anche dall’Udc, che con il segretario del partito Lorenzo Cesa ha spiegato: che “ogni rattoppo rischia di essere solo una perdita di tempo” e dunque i centristi hanno propost a Napolitano “di conferire un incarico ad un’altra personalità”.

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La Lega Nord è più arrembante e chiede che si vada subito alle urne. “Riteniamo che di fronte a questa crisi del governo Prodi – ha detto il senatore Roberto Castelli - non si può fare altro che prendere la strada maestra della democrazia: il ritorno di fronte al popolo. Riteniamo si debba sciogliere immediatamente il parlamento e tornare a votare”. Elezioni subito è l’invito fatto anche dalla nuova Dc di Rotondi, mentre il Psi di De Michelis bandisce il ricorso a governi di “larghe intese”.

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