Governo, oggi il giorno decisivo. Forse patto tra Berlusconi e Veltroni

Governo, oggi il giorno decisivo. Forse patto tra Berlusconi e Veltroni

Un patto elettorale con il leader del Pd, Walter Veltroni, basato su un programma composto da quindici punti. Secondo il quotidiano “Il Giornale”, è “l'ultima idea che sta accarezzando” il numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe confidato ai suoi più fedeli collaboratori la proposta di fare una coalizione elettorale con il Pd di Veltroni per ''rilanciare l'Italia''. ''E' un'idea un po' folle, lo so'' avrebbe detto l’ex premier.


''Quanto ci vuole per mettersi d'accordo con Veltroni su quindici punti di programma?'' avrebbe chiesto il Cavaliere ad uno dei suoi collaboratori. ''In fondo - avrebbe aggiunto l'ex premier- Veltroni ha fatto il sindaco, dovrebbe conoscere i problemi concreti della gente e le soluzioni ai problemi della realtà sono solo di buon senso, non sono ne' di destra ne' di sinistra''. Da qui la sua proposta al Pd: ''Perche' non li sfidiamo - avrebbe dichiarato Berlusconi- a provare un accordo vero?''.


Il giorno decisivo. Giornata importante per il nostro paese: è oggi, infatti, l’ultimo giorno utile per il presidente del Senato, Franco Marini, per tentare una mediazione ed evitare il voto anticipato con questa legge elettorale. Alle 11 Marini incontrerà An, poi a seguire Forza Italia e il Partito democratico. Nel pomeriggio toccherà agli ex presidenti della Repubblica. Difficile evitare le elezioni, vista l’indisponibilità del centrodestra ad una riforma della legge elettorale.


Nel caso non ci siano le condizioni politiche, comunque, Marini non tenterà di allungare la vita di un governo che nasce già morto. Questo lo ha confermato anche Enzo Bianco, l’estensore del testo di riforma della legge elettorale su cui si sta trattando in questi giorni.


"Se non ci saranno le condizioni, l'intendimento del presidente del Senato è di rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato", ha riferito Enzo Bianco. Tuttavia Marini ha ribadito a più riprese che un “spiraglio” c’è ancora, almeno fino a quando non avrà incassato il no definitivo di Berlusconi.

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