Governo, oggi il voto di fiducia alla Camera

Governo, oggi il voto di fiducia alla Camera

ROMA – Sarà il giorno del voto di fiducia, alla Camera, per il presidente del Consiglio Romano Prodi. Nel pomeriggio è previsto il dibattito e quindi il voto. Appare scontato che il centrosinistra riuscirà ad ottenere la maggioranza (poiché alla Camera non sono determinanti i voti dell’Udeur). Per il governo sembra quasi impossibile, invece, poter superare il test di domani al Senato, dove i tre senatori di Mastella fanno la diffeferenza per la tenuta del governo.


Tuttavia nell’Unione c’è chi è pronto a scommettere che Romano Prodi in queste ore riuscirà a trovare il voto di qualche senatore dissidente (magari qualcuno dell’Udc o della Nuova Dc di Rotondi) che potrebbe arrivare a fare da stampella al suo governo.


Certo è che in queste ore nei palazzi romani si stanno sviluppando trattative febbrili e incontri serrati per tentare di trovare una soluzione che sia la più condivisa possibile.


Veltroni, no alle elezioni. Niente le elezioni. Il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, interviene sulla crisi politica che si è aperta con l’uscita dell’Udeur dalla maggioranza di centrosinistra. Il sindaco di Roma ha dichiarato che “le elezioni sono la scelta peggiore per il paese” e, parlando in una assemblea a porte chiuse con i parlamentari del Pd, avrebbe per prima cosa posto l’accento sul “buon lavoro fatto dal governo Prodi". Presente anche il premier, accolto dagli applausi.


Prodi alla Camera: sempre difeso Mastella. "Clemente Mastella non è stato lasciato solo né come leader di partito, né come ministro, né come uomo". E’ quanto ha sottolineato il presidente del Consiglio Romano Prodi in aula alla Camera sottolinea come nella "vicenda giudiziaria" che ha "travolto" Mastella "sul piano personale e politico" abbia avuto la solidarietà della maggioranza e dell'esecutivo. Vicenda giudiziaria ha pesato sulla scelta dell'Udeur di non far più parte della maggioranza.

E’ durato circa 15 minuti il discorso in cui il premier ha chiesto alla Camera e al Senato di votare la fiducia al suo governo, sottolineando di essersi presentato immediatamente in aula “per rispetto al Parlamento e per abbreviare i tempi della crisi”. “Spetta a voi, cari colleghi – ha proseguito - di dover decidere e assumere limpidamente e pubblicamente la responsabilità di decidere la sorte di un governo".


Il presidente dell'Assemblea Fausto Bertinotti non fatica a tenere in pugno la situazione, costretto solo a qualche interruzione per chiedere ai deputati del centrodestra (tra i quali ci sono Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini ma non Silvio Berlusconi) di non interrompere le comunicazioni del premier.


“Questo governo ha saputo rimettere in piedi il Paese, facendolo uscire dalle emergenze”. Il premier difende a spada tratta i risultati conseguito dal suo esecutivo. Il Professore non ha dubbi: ''Questo è un governo che ha riconquistato la fiducia e la credibilità in Europa e sullo scenario internazionale. Un risultato, anche sul piano del risanamento dei conti pubblici, certificato proprio ieri dal commissario Ue Almunia. Questo governo ha cominciato a far pagare le tasse a chi non lo faceva”.


“Il nostro è uno Stato in cui al potere giudiziario è affidato il compito di tutelare e affermare sempre la sovranità della legge. Una sovranità della legge che si impone anche ai giudici e che chiede ad essi di essere i primi a sottoporsi con lealtà, purezza di cuore e serenità di intenti il rispetto pieno delle nostre regole giuridiche” ha dichiarato Prodi, parlando del ruolo dei giudici e si augura che l'indipendenza e l'autonomia della magistratura abbia come contrappeso ''la professionalita'' delle toghe.


"Proprio domani il presidente della Repubblica celebrerà il sessantesimo anniversario della Carta costituzionale" e "mai come oggi siamo chiamati tutti quanti alla fedeltà e al rispetto per la nostra Costituzione" ha proseguito Prodi.

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