Governo, per Berlusconi 342 voti. Decisivi finiani e Mpa

Governo, per Berlusconi 342 voti. Decisivi finiani e Mpa

Governo, per Berlusconi 342 voti. Decisivi finiani e Mpa

ROMA - L'Aula della Camera ha dato la fiducia al governo Berlusconi con 342 sì. I no sono stati 275, mentre gli astenuti. Si tratta di un esito scontrato dopo l'annuncio dei finiani di sostenere l'esecutivo. Il voto è arrivato al termine di una lunga giornata, iniziata alle 11 con l'intervento del premier Silvio Berlusconi in aula durante il quale ha illustrato i cinque punti sui cui si orienterà la nuova azione del governo. I toni si sono via via accesi.

 

IL DURO ATTACCO DI DI PIETRO Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, durante il suo intervento, ha definito Berlusconi uno "stupratore della democrazia" che "dopo lo stupro si è fatto una ventina di leggi per restare impunito". Diversi deputati del Pdl sono usciti dall'aula all'intervento dell'ex magistrato. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha più volte richiamato il leader dell'Idv, invitandolo ad utilizzare toni più consoni al Parlamento.

 

BERSANI E BOCCHINO - Duro anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "È la fiducia del cerino. Racconta favole da 15 anni". "Nelle parole di Berlusconi manca l'Italia, il paese vero". "Per la prima volta - ha sottolineato - ci stiamo staccando dal gruppo di testa dei paesi Ue". Dai finiani il sostegno "solo al programma", per un "sì senza diktat". Quindi ha richiamato la necessità di un ritorno alla "legalità", aggiungendo che il Fli è propenso "a una riforma della giustizia, ma non saremo mai favorevoli a una riforma punitiva nei confronti della magistratura, che per noi è il baluardo per garantire la giustizia".

 

DECISIVI I VOTI DI FLI E MPA - I voti del gruppo di Futuro e libertà e del Movimento per l'autonomia risultano decisivi per la maggioranza alla Camera. Senza il sì dei 34 deputati finiani e dei cinque del movimento di Raffaele Lombardo, infatti, il governo non avrebbe ottenuto i 316 voti che garantiscono la maggioranza assoluta. Se ai 344 voti con cui l'esecutivo ha ottenuto la fiducia vengono sottratti quelli di Fli e Mpa, la maggioranza si ferma a 305.

 

BOSSI - "I numeri sono limitati. La strada è stretta", ha commentato il leader della Lega, Umberto Bossi. "Nella vita è sempre meglio prendere la strada maestra - ha continuato -. E la strada maestra era il voto. Ma Berlusconi non l'ha voluto e ora siamo qui". Poi ha garantito che se dovesse essere approvata la mozione di sfiducia individuale contro di lui, la Lega non farà cadere il governo: "Se passa la mozione andrò a casa io, ma non cade il governo. Si incazzerà il nord, si incazzerà la gente".

 

ORA IL SENATO - Giovedì a palazzo Madama la verifica parlamentare sul governo Berlusconi. Il voto di fiducia del Senato, dopo il risultato a Montecitorio, è scontato. I senatori eletti sono in tutto 315, ai quali si devono aggiungere i sei senatori a vita in carica: Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro, Sergio Pininfarina. In totale, dunque, un'assemblea di 321 parlamentari la cui maggioranza assoluta, 161 senatori, corrisponde esattamente al numero di senatori di cui dispongono Pdl (135) e Lega (26).

 

A questi si aggiungeranno i voti del gruppo finiano di Fli (10 senatori) e dell'Mpa: Pistorio, Oliva e Bulgaretta. Non si esclude il sì anche dell'ex presidente Pd della vigilanza, Riccardo Villari, ora nel gruppo misto, e probabilmente anche dell'ex governatore siciliano Totò Cuffaro che, con Adriana Poli Bortone (da lei è probabile il voto contrario alla fiducia) fa parte del gruppo Udc-autonomie. Scontati, invece i no da Pd, Idv e Udc.

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