Governo, retromarcia di Berlusconi: ''Mai invocato lo sciopero fiscale''

Governo, retromarcia di Berlusconi: ''Mai invocato lo sciopero fiscale''

Lucca - "Io non ho detto che noi ricorreremo allo sciopero fiscale o alla piazza, non faremo tutto questo. Ma non bisogna esagerare e non bisogna tirare troppo la corda". Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti a Lucca, precisando il suo pensiero sulla situazione politica attuale. Il leader di Forza Italia, giunto nella citta toscana per la campagna elettorale in vista dei ballottaggi delle elezioni di questo fine settimana, aveva minacciato uno sciopero fiscale qualora non si andasse subito al voto: "Dobbiamo chiedere di andare al voto e se ce lo impediscono una volta tanto dobbiamo essere duri e andare in piazza per ottenere le elezioni" ha affermato Berlusconi che ha aggiunto: "Se non ci sarà subito il voto allora ci sia un governo della sinistra che faccia la legge elettorale e che duri qualche mese per poi indicare la data delle elezioni".

RIDARE LA PAROLA AGLI ITALIANI - "Io credo che la cosa giusta da fare sia ridare la parola agli italiani nel più breve tempo possibile"; "se tuttavia fosse utile, nell'interesse del Paese, un nuovo governo con un mandato limitato che preparasse le elezioni, non saremmo noi ad opporci. A condizione pero' che il punto di arrivo sia ridare la parola a cittadini in tempi brevi". Lo ha affermato Berlusconi in una intervista a 'Qn'. Ad una domanda su una sua leadership del centrodestra in caso di voto, il presidente di Forza Italia risponde: "Mi pare che non ci siano alternative. La leadership e' di chi ha il consenso dei cittadini. Il resto è poesia".

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NAPOLITANO NON FACCIA IL NOTAIO - "Ho stima per la persona del capo dello Stato e rispetto l'istituzione. E proprio per questo mi aspetto che il presidente della Repubblica svolga un ruolo non solo notarile di fronte ad una vicenda che scuote a fondo le regole del diritto, del corretto rapporto fra gli organi dello Stato e quindi della stessa convivenza democratica. Ne ha pieno titolo e tutti gli strumenti, sia come comandante supremo delle Forze armate, pur senza diretti compiti gestionali, sia soprattutto come massimo garante della democrazia e dello Stato di diritto". Lo dice Silvio Berlusconi, in un'intervista a 'Qn', a proposito della vicenda Visco-Guardia di finanza.


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