Guantanamo, imputato assolto da 285 accuse

Guantanamo, imputato assolto da 285 accuse

Ahmed Khalfan Gailani, il primo terrorista detenuto a Guantanamo ad essere processato in un tribunale civile, è stato condannato dalla Corte Federale di New York a 20 anni. Il 36enne, presunto militante di Al Qaeda, era accusato di 286 capi d'imputazione, tra cui quello di essere l'esecutore materiale degli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e in Tanzania dell'agosto 1998 in cui rimasero uccise 224 persone. La condanna è arrivata per un solo capo di accusa.

 

Una giuria di New York lo ha riconosciuto colpevole di aver cospirato per distruggere proprietà americane. Ghailani, rinchiuso per anni a Guantanamo, è stato il primo detenuto della prigione nella base americana a Cuba ad aver avuto la possibilità di essere giudicato da un Tribunale civile. Ghailani, che si  è sempre proclamato innocente, era accusato di avere acquistato esplosivo, sapendo che sarebbe stato usato per i due attentati.

 

L'imputato ha effettivamente riconosciuto di avere fornito il materiale ai terroristi, sostenendo però di ignorare le loro intenzioni, pur avendo ammesso incontri con leader di Al Qaeda come Osama Bin Laden e Khalid Shaikh Mohammed. La sentenza rischia però di seppellire l'idea della Casa Bianca di giudicare i prigionieri di Guantanamo in tribunali civili e non davanti a corti militari.

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