Guerra in Afghanistan, Wikileaks svela i segreti del Pentagono

Guerra in Afghanistan, Wikileaks svela i segreti del Pentagono

Guerra in Afghanistan, Wikileaks svela i segreti del Pentagono

WASHINGTON - Clamorosa fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan dal gennaio 2004 al dicembre 2009. Ben 92mila i documenti segreti del Pentagono. Parole che parlano di civili morti e di cui non si è saputo nulla, di funzionari dei servizi segreti che sono riusciti ad incontrare i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani, e perfino per mettere a punto complotti per eliminare leader afghani.

 

I segreti sono stati pubblicati dal "New York Times", dal britannico "Guardian" e dal tedesco "Spiegel" in collaborazione con il sito Wikileaks. Immediata la condanna della Casa Bianca. Il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jim Jones, ha evidenziato come sia stata così messa a repentaglio "le vite sia di americani, sia dei nostri alleati, e rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. Wikileaks - ha aggiunto Jones - non ha fatto alcuno sforzo di contattarci circa questi documenti".

 

Jones ha evidenziato il rapporto di forte alleanza che esiste tra Usa e Pakistan: "Gli Stati Uniti restano a sostegno del popolo pachistano e dello sforzo del Pakistan focalizzato a sradicare i gruppi estremisti violenti". Anche l'ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, Husain Haqqani, ha definito "irresponsabile" la pubblicazione di documenti riservati. Il periodo considerato va dal gennaio 2004 al dicembre 2009, sia sotto l'amministrazione Bush che quella Obama.

 

Nei documenti si legge che "l'intelligence pakistana (Directorate for Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di al Qaeda per progettare attacchi" e "faceva il doppio gioco". Funzionari dell'esercito americano hanno anche redatto una lista dei militari e degli agenti segreti pakistani che, a loro avviso, collaboravano con i Talebani. Uno scenario, quindi, completamente in contrasto con l'immagine dell'alleato pakistano presentato al pubblico americano.

 

E la conclusione è amara: "Dopo aver speso 300 miliardi di dollari in Afghanistan, gli studenti coranici sono più forti ora di quanto non lo fossero nel 2001".

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