I boschi radioattivi di Chernobyl sotto l'assedio degli incenti in Russia

I boschi radioattivi di Chernobyl sotto l'assedio degli incenti in Russia

I boschi radioattivi di Chernobyl sotto l'assedio degli incenti in Russia

MOSCA - Si riducono gli incendi nella Russia: dai 174mila ettari che prima bruciavano ora ce ne sono 92mila, una cifra sempre elevatissima ma che fa prospettare che sia passato il picco della massima emergenza. Ma la situazione è tutt'altro che risolta: in particolare in queste ore è colpita dai roghi la zona tra i confini di Ucraina e Bielorussia di Chernobyl, l'area dove nel 1985 scoppiò la centrale nucleare. Nella capitale un temporale notturno ha ripulito l'aria, dopo due mesi di smog dovuti alla canicola e al fumo degli incendi.

 

In molte zone del paese il forte vento ha spento molti focolai. Le fiamme sono in questo modo dimezzate. Ma l'attenzione ora si concentra sulle zone contaminate dal disastro di Chernobyl. In particolare si tratta della regione di Briansk, al confine con Bielorussia e Ucraina. L'allarme lo lancia Greenpeace, secondo cui sarebbero 600 i roghi che in tutto potrebbero interessare i boschi in cui nel 1986 si sono depositate le particelle radioattive fuoriuscite dalla centrale atomica. A Mosca si prevedono anche nella giornata di mercoledì delle temperature ampiamente sopra i 30 gradi.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -