Il decreto Gelmini contro 'baronati' e 'fannulloni' all'Università

Il decreto Gelmini contro 'baronati' e 'fannulloni' all'Università

Il decreto Gelmini contro 'baronati' e 'fannulloni' all'Università

Stop ai 'baronati' e ed ai fannulloni anche negli atenei. In aula arriva il decreto legge Gelmini sull'università, licenziato dalla commissione Istruzione del Senato. Tante le novità: innanzitutto per ottenere gli scatti di stipendio i docenti dovranno fare pubblicazioni e ricerca. Inoltre blocco delle assunzioni e dei fondi straordinari per i ricercatori verso le università con i bilanci in rosso. Per quelle più virtuose, invece, sblocco del turn-over.

 

Il turn-over prevede però che il 60% dei soldi sia speso per assumere giovani. Introdotto anche il supporto economico di soggetti privati per le assunzioni. Nuove regole anche per la composizione delle commissioni dei concorsi. Inoltre è stato approvato un emendamento che prevede la supervisione di una commissione nazionale designata dal Cun (Consiglio universitario nazionale).

 

Grazie ad un'anagrafe aggiornata dei docenti, chi per due anni non non fa pubblicazioni vedrà dimezzato lo scatto stipendiale e non potrà fare parte delle commissioni che assumono nuovo personale. Inoltre agli atenei viene richiesta una trasparenza assoluta su come vengono spesi i fondi. Prevista anche la copertura di posti da ordinario e associato o da ricercatore da parte di studiosi già impegnati all'estero.

 

Nel decreto sono inseriti anche 65 milioni di euro per nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate ai meritevoli.

 

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Ernesto
    Ernesto

    Mah ... forse si sono dimenticati di un piccolo particolare: la didattica!!!!! Essere docenti non significa fare ricerca (che peraltro spesso fanno altri: precari ecc....), ma significa anche saper insegnare ad alto livello!! (cosa sempre più rara!) .... dove stiamo andando? Altro piccolo particolare: forse la Gelmini et al. (ma anche gran parte dell'opposizione) non sanno che i nomi presenti nelle pubblicazioni non li decide il Presidente della Repubblica, ma proprio coloro che spesso vivono alle spalle del lavoro di altri ..... Ernesto (ricercatore precario)

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