Il discorso di Obama: "Abbiamo scelto la speranza sulla paura"

Il discorso di Obama: "Abbiamo scelto la speranza sulla paura"

Il discorso di Obama: "Abbiamo scelto la speranza sulla paura"

Un discorso rivolto a tutti, che anche un bambino di 4 anni e un anziano di 90 avrebbero potuto facilmente comprendere. Così Barack Obama si è ufficialmente insediato alla Casa Bianca. Un discorso con meno enfasi rispetto al passato, ma denso di riferimenti importanti e frasi ad effetto. In particolare la conclusione: "Un uomo, il cui padre 60 anni fa non sarebbe stato neanche servito nei bar, è diventato presidente e oggi può pronunciare il giuramento più solenne".

 

Davanti a due milioni di persone assiepate a Washington per assistere alla cerimonia dell'Inauguration-day, Obama è apparso visibilmente emozionato, teso e consapevole di tutta la responsabilità che si è caricato sulle spalle.

 

"Il compito che mi è stato affidato viene dal sacrificio dei nostri antenati - ha detto Obama -. Il fatto che siamo nel mezzo di una crisi è ben noto, la Nazione è in guerra. I dati della crisi sono ben noti a tutti noi ed è una situazione figlia di avidità e irresponsabilità. Si apre una nuova era di responsabilità". 

 

"Le sfide che dobbiamo affrontare sono reali, gravi e numerose - osserva il presidente -. E' ora di rialzarsi, di togliersi la polvere di dosso e di darsi da fare abbiamo davanti a noi una nuova era di responsabilità". Un'era caratterizzata anche da "un clima di grande sfiducia, come se ci fosse il timore strisciante che il declino dell'america sia inevitabile". Obama ha voluto rassicurare il suo popolo: "Sappiate questo Americani, tutti i problemi saranno affrontati".

 

La vittoria della speranza. Poi un riferimento ad un concetto più volte espresso in campagna elettorale. "Siamo qui oggi perchè abbiamo scelto la speranza sulla paura - ha fatto notare -. Ci siamo riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alla false promesse, alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno strangolato la nostra politica".

 

La nuova America. "Restiamo una nazione giovane - ha osservato il presidente -. Ma è il momento di mettere da parte le cose infantili.Bisogna rimboccarsi le maniche per ricostruire l'America, perchè dovunque guardiamo c'è lavoro da fare". Così Obama ha esortato tutti a darsi da fare. "Dobbiamo rimetterci in moto per rifare l'America".

 

La crisi. "Oggi io vi dico che le sfide che abbiamo dinanzi sono reali: che sono serie e che sono tante - ha ammesso Obama -. Non le affronteremo facilmente nè in breve tempo. Ma sappiate questo: America, queste sfide le affronteremo. Abbiamo dei doveri nei confronti di noi stessi, della nostra nazione e del mondo intero. Nulla ci definisce meglio come americani della nostra determinazione nell'affrontare i nostri compiti. Un giorno si dovrà dire di noi che quando siamo stati messi alla prova, ci siamo rifiutati di darci per vinti".

 

Scelte coraggiose. Obama non si è sottratto alla questione spinosa delle difficoltà economiche. "Per la nostra economia servono decisioni coraggiose e rapide e siamo pronti a prenderle - ha promesso -. Creeremo infrastrutture, ammoderneremo le reti elettriche e investiremo sulle energie alternative. Useremo le nuove tecnologie, ci muoveremo non solo per creare nuovi posti di lavoro ma per porre nuove fondamenta per la crescita".

 

L'Ambiente. Obama ha assicurato che "gli Stati Uniti combatteranno lo spettro del surriscaldamento del pianeta e ridaranno alla scienza la sua giusta collocazione", un passaggio che molto osservatori hanno letto come una critica all'Amministrazione Bush. "Ci sono alcuni che mettono in dubbio la portata delle nostre ambizioni - ha osservato Barack -. Hanno la memoria corta, perchè hanno dimenticato ciò che ha già fatto questo Paese". 

Sicurezza e diritti. "Per la sicurezza respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri hanno steso una carta con i diritti per tutti - ha dichiarato Obama -. Siamo i guardiani di questa eredità, ci faremo guidare dai principi dei padri per affrontare le minacce cui andiamo incontro. L'America è un Paese amico di ogni nazione, ogni uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di pace e dignità. Siamo pronti a guidare il mondo di nuovo".

 

 

Politica estera. "Cominceremo alasciare in modo responsabile l'Iraq alla sua gente e a forgiare una pace difficile da ottenere in Afghanistan - ha promesso Obama -. Lavoreremo senza senza tregua con vecchi alleati ed ex nemici per ridurre laminaccia nucleare". Parlare di politica estera significa, però, parlare anche di sicurezza interna e della minaccia globale del terrorismo.


"Siamo più uniti di prima, più forti di prima per affrontare ebattere il terrorismo - ha scandito Obama -. A tutti coloro che perseguono i propri scopi con il terrore e l'assassinio degli innocenti possiamo dire...non sopravviverete, non durerete più a lungo, noi vi sconfiggeremo".

L'appello all'Islam. Obama ha usato anche parole più ‘dolci' nei confronti del mondo islamico. "Cerchiamo un modo nuovo per andare avanti basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse - ha esortato -. Ai leader che cercano di dare le colpe all'Occidente, sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che farete. Anche se mostrerete il pugno, noi vitenderemo la mano".

 

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Lotta alla povertà. Altra montagna da scalare è la disugaglianza sociale nel mondo. "Ai popoli dellenazioni povere" Obama ha promesso che "c'impegnamo a lavorare con voi per dar da mangiare a tutti. E alle altre nazioni che vivono a un alto livello di benessere diciamo che non possiamo più permetterci di vedere questa povertà. Il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con lui".  

Stop alle discriminazioni. Toccante il passaggio finale del discorso d'insediamento di Obama. "Un uomo, il cui padre 60 anni fa non sarebbe stato neanche servito nei bar, è diventato presidente - ha osservato Barack - e oggi può pronunciare il giuramento più solenne. Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo: uomini, donne e bambini di ogni razza e ogni fede religiosa tutti insieme in questo luogo. Dio bendica gli Stati Uniti d'America". 

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