Il giallo sulla morte di Tutankhamon

Il giallo sulla morte di Tutankhamon

ROMA - E' "giallo" sulle cause della morte di Tutankhamon, il faraone egiziano più famoso della storia per lo straordinario ritrovamento della sua tomba intatta avvenuto nel 1923. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, fu la malaria ad stroncare all'età di 19 anni il faraone, in combinazione agli effetti della grave necrosi ossea che lo rendeva zoppo. Ma non tutti gli scienziati condividono i risultati.

 

LE CONTESTAZIONI - Secondo Franz Ruehli, dell'istituto di anatomia dell'università di Zurigo, il lavoro di Zahi Awass e colleghi è interessante ma "molti dei suoi risultati sono prevedibili". Giuseppe Novelli, genetista dell'università di Roma Tor Vergata, invece, afferma che i dati a disposizione sono troppo scarsi per attribuire con certezza alla malaria la morte del faraone. Messa in discussione da Philippe Charlier del Raymond Hospital di Garches anche la diagnosi della necrosi, perché  secondo quanto riscontrato potrebbe essere dovuto all'imbalsamazione.

 

IL RITROVAMENTO - Fu l'archeologo inglese Howard Carter a ritrovare il sarcofago con la mummia, il 16 febbraio 1923. Dagli esami si è cercato di risalire all'albero genealogico del faraone: con grande probabilità il padre sarebbe il grande faraone Akhenaten, sulla madre ancora incertezze. Probabilmente una delle sorelle di Akhenaten.


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