Il governo dice no all'election day

Il governo dice no all'election day

Il governo dice no all'election day

ROMA - Il governo dice no all'election day. Il primo turno delle elezioni amministrative si terrà con ogni probabilità domenica 15 e lunedì 16 maggio, mentre gli eventuali ballottaggi sono in programma per il 29 e il 30 dello stesso mese. Per i referendum sul legittimo impedimento, sulla privatizzazione dell'acqua e sul nucleare, invece, si andrà alle urne il 12 e il 13 giugno. Salta così la possibilità dell'election day, soluzione spinta dal centrosinistra.

 

"Il Consiglio dei ministri ha anticipato il no all'election day, dicendo di no al voto sul referendum sul legittimo impedimento lo stesso giorno delle amministrative - ha affermato Dario Franceschini -. Significa buttare dalla finestra 300 milioni di euro, unicamente per impedire che il referendum raggiunga il quorum".

 

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"Votare per il referendum il 12 giugno e non il 29 maggio insieme alle amministrative è uno spreco enorme di soldi pubblici, un furto di 350 milioni di euro agli italiani", ha affermato il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "In una difficile fase economica come quella che stiamo vivendo è un atto di pura irresponsabilità dire di no all'election day e buttare al vento oltre 300 milioni di euro", ha attaccato Antonio De Poli, portavoce nazionale dell'Udc.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Marc
    Marc

    Il governo dimostra di avere una BELLA PAURA di ricevere una SONORA SCOPPOLA dai 3 referendum e, così facendo, cerca, VERGOGNOSAMENTE, di boicottarli!!!

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