Il Pdl scende in piazza, Berlusconi: ''Siamo quelli che vogliono restare liberi''

Il Pdl scende in piazza, Berlusconi: ''Siamo quelli che vogliono restare liberi''

Il Pdl scende in piazza, Berlusconi: ''Siamo quelli che vogliono restare liberi''

ROMA - In 150mila hanno partecipato alla manifestazione del Pdl a San Giovanni. Il momento clou è arrivato quando ha preso la parola il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Siamo le donne e gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi", ha esordito il Cavaliere. "Ci prendiamo la scena oggi - ha detto -, ma non per andare contro qualcuno, bensì per comunicare la nostra voglia di cambiare questo Paese con l'energia del consenso degli italiani".

 

"Non scendiamo quasi mai in piazza - ha sottolineato il Cavaliere -, ma... quanno ce vo', ce vo'". Dopo aver ribadito la necessità di "garantire il diritto del voto qui a Roma" e "il nostro diritto a non essere spiati", il premier è passato all'attacco alla sinistra, "che dice di essere cambiata ma non è vero» e che «si è anzi scelta degli alleati che sono perfino peggio", "si è ammanettata a loro", con un esplicito riferimento ad Antonio Di Pietro e all'Italia dei Valori.

 

"La sinistra non ha mai imparato a fare e ad essere un'opposizione responsabile - ha aggiunto -, a questa sinistra manca del tutto il senso dello Stato". Per questo, ha detto, "la scelta è ancora una volta tra noi e loro, tra il governo del fare che fa le riforme e una sinistra che sa solo dire no e diffondere pessimismo e catastrofismo".

 

Quindi ha attaccato la "magistratura di sinistra", accusandola di avere inventato "una nuova tangentopoli che non c'è" e di avere, con la complicità dell'opposizione e della stampa, "tentato di distruggere il miracolo compiuto in Abruzzo" e di avere "gettato fango su Bertolaso". Berlusconi ha quindi ribadito che il caos delle liste sarebbe stato costruito ad arte "perché i nostri dirigenti hanno fatto le cose per bene".

 

Archiviata la campagna elettorale, Berlusconi ha garantito che il governo affronterà il capitolo delle riforme istituzionali: elezione diretta del premier o del capo dello Stato, riduzione del numero dei parlamentari e federalismo. Quindi l'appello al voto: da qui al giorno delle elezioni regionali "ci aspettano i giorni del riscatto per la verità e la libertà. Per ricominciare a sognare, liberi da attacchi. Bisogna votare pensando al futuro del Paese la sinistra ha fatto di tutto per correre da sola, ma alla fine la vittoria sarà nostra".

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