Il Tar ha deciso: a Roma resta fuori la lista Pdl

Il Tar ha deciso: a Roma resta fuori la lista Pdl

Il Tar ha deciso: a Roma resta fuori la lista Pdl

ROMA - Nuovo brusco stop a Renata Polverini. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Pdl sulla mancata accettazione della lista provinciale di Roma. I giudici hanno rinviato al sei maggio prossimo l'udienza per discutere il merito del ricorso, spiegando che l'eventuale rinvio alla Corte costituzionale sulla legittimità del decreto cosiddetto "salva-liste" sarà deciso in quella sede. Le toghe, insomma, hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista.

 

Secondo i giudici non può essere considerato sufficiente la circostanza che, prima delle 12 dell'ultimo giorno utile della consegna delle liste elettorali al tribunale di competenza, i rappresentanti del Pdl fossero all'intero del perimetro dell'Aula giudiziaria, in quanto non è dimostrabile che avessero la documentazione necessaria a depositare le liste.

 

La lista potrebbe comunque essere ammessa grazie al nuovo iter avviato in giornata presso l'ufficio elettorale del Tribunale, al quale è stata consegnata ex novo la documentazione. Poco dopo le 18, infatti, l'Ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma ha consegnato ai delegati del Pdl la notifica del deposito della lista provinciale, consegnata in giornata.

 

A questo punto la palla torna all'ufficio elettorale regionale di Roma che martedì mattina comunicherà la eventuale accettazione dei documenti relativi alla lista circoscrizionale provinciale del Pdl di Roma per le elezioni regionali depositata oggi in base al decreto legge varato il 5 marzo dal governo. "Per commentare la sentenza del Tar, aspetto di conoscerne le motivazioni" è stato il laconico commento di Renata Polverini.

 

"Se l'ufficio elettorale dovesse accettare la nuova lista noi ricorreremo di nuovo al Tar che, a quel punto, non potrà smentirsi nel giro di 24 ore", ha affermato Federico Vecchio, legale del Pd."Come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi - ha dichiarato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro -. Ancora una volta Berlusconi ha fatto una legge raffazzonata, incostituzionale e inutile, giacche' non è servita a superare il primo esame di legittimità del primo giudice che se ne è dovuto occupare".

 

"Prendo atto di questa decisione - ha affermato la radicale Emma Bonino -. Sarà utile vedere le motivazioni che sono lunghe, a quanto mi dicono"."Siamo all'ennesimo passaggio di una vicenda che conferma il delirio di onnipotenza, l`arroganza e al tempo stesso l'incapacità di questo governo e di questa maggioranza che impongono al paese un decreto che si è dimostrato, la sentenza di stasera ce lo conferma, una forzatura superflua e inutile", ha dichiarato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al senato.

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