In 10mila al raduno di L&G, Saviano: "La nostra democrazia vive in ostaggio"

In 10mila al raduno di L&G, Saviano: "La nostra democrazia vive in ostaggio"

In 10mila al raduno di L&G, Saviano: "La nostra democrazia vive in ostaggio"

MILANO - Umberto Eco, Gustavo Zagrelbesky, Paul Ginsborg e Roberto Saviano. Sono solo alcuni degli intellettuali e scrittori che sabato pomeriggio erano presenti sul palco del PalaSharp di Milano per la grande manifestazione anti-berlusconiana che ha richiamato numerose persone. "Credevamo che il nostro presidente avesse in comune con Mubarak solo una nipote, invece ha anche il vizietto di non voler dare le dimissioni", è stata la battuta d'esordio di Eco.

 

"Siamo venuti qui a difendere l'onore dell'Italia - ha detto lo scrittore - per ricordare al mondo che non tutti gli italiani farebbero lo stesso, che non tutti i padri dicono alle figlie "dai dai che ci guadagniamo qualcosa", non saremo molti rispetto alla maggioranza del Paese, ma ci siamo". "La nostra democrazia vive in ostaggio - ha affermato Saviano nel corso del suo intervento -. Innanzitutto a causa del voto di scambio: la ferita di vedere persino fare le primarie e perderle. E' stata l'ennesima dimostrazione che di questo meccanismo non se ne parla mai come fosse un problema del passato. Il voto di scambio compromette la democrazia".

 

"Chiunque si espone pubblicamente, criticando il governo, sa che pagherà un prezzo in termini di fango, di diffamazione, di delegittimazione", ha affermato Saviano, senza mai citare il presidente del Consiglio.  Lo scrittore poi ha invitato la platea "a parlare con l'altra parte, a quelli che non la pensano come noi". "Non si tratta di una parte che deve vincere sull'altra - ha aggiunto  Saviano - è giunto il tempo di non compiacersi di essere minoranza, di abbandonare la logica della divisione. È il tempo di trovare affinità piuttosto che divergenze. È tempo di smetterla nella concorrenza quotidiana e far gara a chi è più puro dell'altro, a chi è più traditore".

 

"Io credo - ha affermato Gad Lerner nel suo intervento dal palco del PalaSharp di Milano - che le recenti vicende abbiano evidenziato che una democrazia viene ferita dal fatto che in una singola persona c'è un'eccessiva concentrazione di potere: economico, mediatico e politico. Lo vediamo perfino nello svolgimento della vicenda che è sotto oggetto dell'indagine della Procura di Milano. 'Eccesso' è una parola che evidentemente si addice a questa fase di tramonto". "Ero sicuro - ha poi aggiunto il giornalista concludendo il suo intervento - che Berlusconi sarebbe caduto sulla questione femminile. Quando il piedistallo si incrina, il seduttore vanitoso cade nel ridicolo. Ed è quello che sta succedendo".

 

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A pochi minuti dalla conclusione della manifestazione, è arrivato il commento di Silvio Berlusconi: "Non bisogna prenderli sul serio - ha detto il premier , intervenendo telefonicamente alla prima assemblea regionale dell'Adc a Milano -. Ormai gli italiani li hanno capiti e hanno capito che noi siamo nella possibilità di cambiare la situazione, di cambiare le cose della giustizia italiana, cosa che fino a pochi mesi fa era fermata da Fini e dai suoi".

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