Intercettazioni, il ddl in Commissione

Intercettazioni, il ddl in Commissione

Intercettazioni, il ddl in Commissione

Il ddl intercettazioni torna all'esame della Commissione giustizia del Senato per approfondire i temi toccati dagli undici emendamenti presentati da Lega e Pdl e i relativi sub-emendamenti. La decisione del presidente Renato Schifani è giunto dopo che l'Aula ha respinto a maggioranza le questioni pregiudiziali e la questione sospensiva presentate dalle opposizioni. La Commissione dovrà riferire martedì 8 giugno, mentre è stata annullata la seduta in Aula prevista per martedì mattina.

 

"Da presidente del Senato ho sempre cercato sul tema delle intercettazioni di favorire al massimo i momenti di dibattito e di approfondimento. Ritengo dunque che un ulteriore approfondimento su alcuni temi possa costituire un elemento utile per cercare una mediazione", ha spiegato Schifani, sottolineando però di non voler "entrare nel merito delle singole questioni". Nel frattempo Gianfranco Fini ha espresso le proprie perplessità: "Ho dubbi sul testo al Senato del ddl intercettazioni, è opportuno che il Parlamento rifletta ancora".

 

Il presidente della Camera ha citato in particolare la norma transitoria: "È in contrasto con il principio di ragionevolezza - ha spiegato -. Mi inquieta un po' anche il limite di tempo. Io non so se i 75 giorni sono un numero giusto o sbagliato: ma se si capisce che il giorno successivo al 75esimo accade qualcosa non si può continuare?".

 

Per il leader di Montecitorio "non si può usare la mannaia". Per questo auspica "che il dibattito affronti queste questioni che non sono state valutate bene, specialmente dalla maggioranza. Se i deputati alla Camera lo riterranno necessario si potrà intervenire".

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