Iran, sangue nel giorno dell'anniversario della Rivoluzione islamica

Iran, sangue nel giorno dell'anniversario della Rivoluzione islamica

Iran, sangue nel giorno dell'anniversario della Rivoluzione islamica

TEHERAN - Scontri nel giorno del trentunesimo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran. Una giovane di 27 anni, secondo quanto riportato da diversi blog, sarebbe stata uccisa da un colpo d'arma da fuoco vicino a piazza Vali Asr. La notizia, tuttavia, non è stata confermata da nessun organo di polizia. Ma su Twitter è rimbalzata la voce che i decessi sarebbero in totale: oltre alla ragazza, hanno perso la vita una persona a Teharan ed un'altra a Shiraz.

 

Non sono mancati i tafferugli tra manifestanti dell'Onda verde e forze di sicurezza. I feriti sarebbero una decina. Gli oppositori sono scesi in piazza non solo a Teharan, ma anche nelle città di Isfahan, Mashhad, Ahwaz e Shiraz. La Polizia ha sparato proiettili di vernice per identificare i dimostranti. Mentre stavano per prender parte alle celebrazioni della Rivoluzione islamica, sono stati aggrediti il leader riformista Mehdi Karrubi e l'ex presidente Mohammad Khatami.

 

Giovedì ha parlato il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha sferrato un duro attacco contro il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ed Israele. Secondo Ahmadinejad, Obama "sta perdendo l'occasione di agire in modo corretto". "Vorremmo che avesse successo nelle sue riforme, nel fare il bene del popolo americano e nel rimediare alle politiche disumane di Bush - ha affermato il presidente americano -, non vogliamo che soccomba alla pressione di un banda di sionisti, ma sta perdendo l'occasione".

 

Parlando di Israele Ahmadinejad ha detto che "il regime sionista si avvicina alla sua distruzione". Anche mercoledì sera, in un colloquio telefonico con il presidente siriano Bashar al-Assad, Ahmadinejad era tornato ad attaccare Israele, spiegando che l'Iran resisterà a un'eventuale attacco militare nella regione mediorientale e che sarà l'occasione per eliminare il Paese. Il leader di Teharan, che ha spesso minacciato di voler cancellare "il regime sionista dalle mappe geografiche", ha aggiunto che l'Iran rimarrà al fianco di Siria, Libano e Palestina.

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