Israele apre allo Stato Palestinese, "ma che sia disarmato"

Israele apre allo Stato Palestinese, "ma che sia disarmato"

Israele apre allo Stato Palestinese, "ma che sia disarmato"

TEL AVIV - Sì ad uno Stato palestinese, ma a patto che sia disarmato e che riconosca Israele come Stato ebraico: sono le condizioni che ha posto il premier israeliano Benjamin Netanyahu , durante un atteso discorso ll'universita di Barr-llan. Tra le sue richieste vi è anche la questione di Gerusalemme, che deve rimanere la capitale indivisibile di Israele. Il disarmo palestinese deve essere garantito da una forza internazionale, americana in primis.

 

Il discorso di Netanyahu arriva dopo che all'inizio di giugno il presidente degli Usa Barack Obama aveva invitato ad un'apertura al mondo islamico ed in particolare Israele ad una risoluzione della questione della Palestina. Il portavoce di Obama, Robert Gibbs, ha riferito che il presidente considera «un grosso passo avanti» l'impegno per la creazione di due Stati. Ma le prime reazioni da parte dei palestinesi sono state negative: l'Anp ha fatto sapere che l'intervento del premier «silura gli sforzi di pace», per Hamas non si tratta affatto di un'apertura storica, ma di un discorso carico di ideologia «razzista ed estremista».

 

D'altra parte il premier israeliano ha frenato anche sull'ipotesi di congelare le colonie nei Territori Occupati, limitandosi a dire che non ne verranno create di nuove prima di una risoluzione definitiva e di un accordo. "Nessun israeliano vuole la guerra", ho concluso, invitando ad aprire subito un dialogo.

 

Per Israele, invece, rimane prioritario l'armamento nucleare dell'Iran, considerato la peggiore minaccia alla sicurezza di Israele e del mondo intero. Netanyahu sarà presto a Roma per affrontare il problema, cercando di coalizzare un fronte comune contro il nucleare iraniano. La nostra capitale sarà una delle prime tappe di un viaggio in Europa del premier israeliano.

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