Italia-Serbia è un caso politico, Maroni sotto accusa

Italia-Serbia è un caso politico, Maroni sotto accusa

Italia-Serbia è un caso politico, Maroni sotto accusa

GENOVA - Italia-Serbia è un caso politico. Sul banco degli imputati è finito il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il Pd si è chiesto "come sia stato possibile che questo gruppo di violenti sia potuto giungere in Italia, a Genova e dentro allo stadio con tutto il corredo di armi improprie senza che nessuno sia stato in grado nè di fermarli, nè di isolarli e nè di disarmarli". Ma il titolare del Viminale ha respinto ogni accusa parlando di strage evitata.

 

Per Maroni c'è alcuna  "responsabilità della polizia italiana". Anzi, "non intervenendo pesantemente, ha evitato una strage". Il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, ha chiesto le dimissioni del ministro dell'Interno. "Nessuno ci venga a dire che si e' trattato di fatti imprevedibili - ha tuonato Donadi -. Solo la professionalità delle forze dell'ordine ha impedito incidenti ancora piu' gravi e vittime".

 

Contro il titolare del Viminale anche il sindaco di Genova, Marta Vincenti: "E' una responsabilità soprattutto del ministro Maroni". Il centrodestra, invece, si è schierato con il ministro. "Solidarietà a lui e alle forze di polizia", ha dichiarato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

 

Dalla Serbia sono arrivate le scuse del governo e la promessa, per bocca del ministro degli Esteri Vuk Yeremic, di adottare "misure radicali nei confronti dei criminali che hanno provocato gli incidenti". Promessa ribadita in una telefonata con il titolare della Farnesina, Franco Frattini. Il vicepremier serbo Bozidar Djelic ha puntato il dito contro "gli elementi dell'estrema destra infiltrati".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di elisabetta67
    elisabetta67

    Poi sono solidale con il ministro e le forze dell'ordine, basta strumentalizzare tutto per fare della politica a 4 soldi!

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