Kirghizistan, ucciso il ministro degli Interni: il governo decreta lo stato di emergenza

Kirghizistan, ucciso il ministro degli Interni: il governo decreta lo stato di emergenza

Kirghizistan, ucciso il ministro degli Interni: il governo decreta lo stato di emergenza

BISHKEK - Violenti scontri mercoledì mattina sono scoppiati nei dintorni del palazzo presidenziale di Bishkek, capitale del Kirghizistan. Occupata la sede della tv di Stato. Il bilancio provvisorio degli scontri tra polizia e dimostranti dell'opposizione è di 17 morti ed almeno 180 feriti. La gran parte delle vittime è stata uccisa da colpi d'arma da fuoco. Nella città nordoccidentale di Talas, invece, è stato massacrato di botte il ministro degli Interni, Moldomusa Kaongatiev.

 

A confermarlo il militante dell'opposizione Shamil Murat, che affermato di aver visto il cadavere dell'esponente del governo in un palazzo dell'amministrazione. Murat ha spiegato che i dimostranti hanno fatto irruzione nel quartier generale locale della polizia, trovando il ministro. Poi l'avrebbero picchiato e costretto ad emanare un ordine alla polizia a Bishkek di fermare la repressione. Poi sarebbe morto per le ferite riportate.

 

I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del presidente Kurmanbek Bakiyev e protestano anche contro l'aumento del prezzo del carburante, addebitato alla corruzione del governo. Le proteste sono iniziate nei giorni scorsi a Talas dove i manifestanti avevano fatto irruzione negli uffici governativi. In mattinata tutti i principali leader dell'opposizione sono stati arrestati.

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