L'intervista esclusiva di 'Chi' a Dino Boffo

L'intervista esclusiva di 'Chi' a Dino Boffo

ROMA - "La questione non finisce qui e avrà pesanti conseguenze anche sul fronte politico". Sarebbero queste le parole (poi smentite) che l'ex direttore di "Avvenire", Dino Boffo, avrebbe rilasciato al settimanale del gruppo Mondadori "Chi" diretto dal Alfonso Signorini. "La cosa più assurda è che per 15 anni ho sempre sostenuto Berlusconi, il suo governo e molte sue linee politiche - avrebbe affermato -. Ho una formazione moderata, eppure in queste settimane sono diventato un'icona della sinistra".

 

"E pensare che sono entrato in rotta di collisione anche con Rosy Bindi perché non rappresentavo l'ala sinistra dei cattolici", ha aggiunto. Nell'anticipazione fornita dal settimanale, Boffo sarebbe tornato anche sulla "tempesta" che lo ha travolto: "Se anche fosse vero tutto quello che è stato scritto su di me, io mi chiedo: era eticamente lecito pubblicarlo? Ho parlato con molti dirigenti del Pdl e tutti mi hanno assicurato che la questione è volata sulle loro teste. Ma come è possibile? Come è possibile che per sei giorni di fila, prima delle mie dimissioni, nessuno abbia potuto fermare lo stillicidio mediatico?".

 

Infine, l'ex direttore di Avvenire avrebbe confidato il suo dolore più grande: "Vivo una vita estremamente noiosa sul versante del gossip. Quello che non perdono è che si sia fatto del male ai miei genitori che sono anziani e che hanno pieno diritto a vivere sereni".

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