Lampedusa, esplode la protesta dei profughi. Berlusconi lunedì in Tunisia

Lampedusa, esplode la protesta dei profughi. Berlusconi lunedì in Tunisia

Lampedusa, esplode la protesta dei profughi. Berlusconi lunedì in Tunisia

LAMPEDUSA - Dopo la protesta degli abitanti di Lampedusa hanno alzato la voce, in modo pacifico, gli immigrati. In migliaio di nordafricani si è radunato al porto dell'isola chiedendo di essere subito trasferiti da Lampedusa ma non per la Tunisia. La situazione ha rischiato di degenerare, ma un funzionario di polizia, Corrado Empoli, attraverso un traduttore ha parlato con i migranti, provando a convincerli di attendere fino a venerdì o al massimo fino a sabato.

 

Un gruppo di tunisini ha annunciato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro le condizioni "disumane" in cui sono costretti a vivere sull'isola.  Dopo le rassicurazioni del commissario Empoli, lo hanno sospeso. "Grazie, grazie - hanno gridato - noi ci fidiamo ma siamo stanchi delle promesse".  A Lampedusa sono presenti oltre 3mila profughi dopo i trasferimenti avvenuti con le prime navi e con due ponti aerei.

 

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere palazzo Chigi, ha avuto giovedì una conversazione telefonica con il primo ministro tunisino, Beiji Caid Essebsi. I due hanno concordato che il Cavaliere sarà in visita in Tunisia lunedì prossimo.

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