Legittimo impedimento, Berlusconi: ''Compromesso accettabile''

Legittimo impedimento, Berlusconi: ''Compromesso accettabile''

Legittimo impedimento, Berlusconi: ''Compromesso accettabile''

ROMA - "Un compromesso accettabile. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Sono tranquillo, si va avanti". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe commentato la sentenza della Corte Costituzionale, che ha parzialmente bocciato il legittimo impedimento, lo "scudo" che protegge il premier dai tre processi a suo carico (Mills, Mediaset e Mediatrade). La decisione, hanno alcune fonti vicine al Cavaliere, non influenzerà in alcun modo l'esecutivo.

 

Berlusconi commenterà venerdì a ‘Mattino Cinque' la decisione della Consulta. Nel frattempo ha parlato l'avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini, il quale ha affermato in una nota che "la

legge sul legittimo impedimento nel suo impianto generale è stata riconosciuta valida ed efficace e ciò è motivo evidente di soddisfazione". Parla comunque di un "equivoco" nel quale sono incorsi gli alti magistrati. Più dure le parole del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi.

 

Il ministro per i Beni Culturali ha parlato di "rovesciamento dei cardini della nostra Costituzione e dei principi fondamentali di ogni ordine democratico". "La Consulta - ha aggiunto - ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilità politica e istituzionale".

 

Per la Lega la sentenza della Corte "bloccherà l'azione del governo". "Il cammino delle riforme prosegue con i tempi e i modi già stabiliti e per la Lega non cambia nulla - hanno scritto in una nota i capigruppo del Carroccio alla Camera e al Senato -. Dalla Corte Costituzionale non c'era da aspettarsi altro: sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici della Corte ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo. Ma non c'è sentenza della magistratura che può bloccare l'azione dell'esecutivo".

 

"Berlusconi non pensi che adesso il Paese possa girare attorno ai suoi problemi perche' il Paese ne ha di ben altri", ha affermato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. ""La Consulta ha bocciato l'automatismo disposto dalla legge e la certificazione di  Palazzo Chigi e ha rimesso ai giudici la valutazione relativa al rinvio dell'udienza. "Mi sembra chiaro che a saltare è l'impianto complessivo della legge", ha affermato la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro.

 

"Se fossero stati approvati gli emendamenti Udc, anche soppressivi, la legge sul legittimo impedimento sarebbe passata. Purtroppo non siamo stati ascoltati - ha affermato il leader centrista, Pier Ferdinando Casini -. La maggioranza di governo ha costretto la Corte a intervenire per eliminare le forzature nel testo. Quando si esagera queste sono le prevedibili conseguenze. Mi auguro che questa sia una lezione per tutti". "I cittadini diranno in modo forte e chiaro che anche Berlusconi deve andare dal giudice quando viene chiamato e non si deve inventare una scusa ogni volta", ha affermato Antonio Di Pietro.

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