Libia, ancora bombe sui manifestanti anti-regime

Libia, ancora bombe sui manifestanti anti-regime

Libia, ancora bombe sui manifestanti anti-regime

TRIPOLI - Ancora bombe sui manifestanti anti-regime a Tripoli. Dopo i 250 morti di lunedì, il bilancio delle vittime è destinato ad esser aggiornato. Lo ha confermato lo stesso ambasciatore libico in india ali Al Essawi. L'International coalition against war criminals, una rete di organizzazioni non governative formatasi nel 2009 per monitorare il conflitto israelo-palestinese, ha reso noto che dall'inizio delle proteste, ci sono stati 519 morti, 3980 feriti e 1500 dispersi.

 

"Il mondo osserva allarmato la situazione in Libia e gli Usa si associano alla comunità internazionale per condannare con fermezza la violenza - ha affermato il segretario di Stato americano Hillary Clinton -. Il governo libico ha la responsabilità di rispettare il diritto universale del popolo.Bisogna fermare questo bagno di sangue inaccettabile".

 

Il ministro degli Esteri egiziano ha fatto sapere che la pista dell'aeroporto di Bengasi è stata distrutta dai bombardamenti e gli aerei non possono decollare né atterrare. Per il presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas), in un messaggio diretto ai palestinesi che risiedono in Libia, la rivolta in corso "è una questione interna" di quel paese, in cui i palestinesi non devono intervenire.

 

Le autorità egiziane intanto hanno reso noto che rafforzeranno il controllo della frontiera con la Libia ed apriranno il passaggio di Salloum per consentire l'ingresso in Egitto di persone malate e ferite.

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