Libia, Gheddafi: "Non mi farò da parte, morirò da martire"

Libia, Gheddafi: "Non mi farò da parte, morirò da martire"

Libia, Gheddafi: "Non mi farò da parte, morirò da martire"

ROMA - La Libia ha sfidato l'America e tutte le grandi nazioni. Lo ha gridato Muammar Gheddafi durante il suo discorso alla televisione libica, in cui ha cercato di calmare la rivolta. "Le tribù libiche sono tribù orgogliose, abbiamo sfidato l'America e tutte le grandi nazioni, non possiamo abbassare la testa", ha affermato il rais, invitando il popolo libico a "uscire dalle case" e di "attaccare i manifestanti". Gheddafi ha lanciato una sorta di guanto di sfida al popolo.

 

"Resterò a capo della rivoluzione fino alla morte, morirà come un martire, come mio nonno", ha affermato il regime. "Ho portato la vittoria in passato di questa vittoria si è potuto godere per generazioni", ha aggiunto. Quindi ha precisato che non può dimettersi in quanto non è presidente, ma il leader della rivoluzione e di voler rimanere, "fino all'eternità un combattente, un mujihid". Alla polizia e all'esercito il Colonnello ha chiesto invece di "schiacciare la rivolta".

 

Nel suo discorso alla nazione, il leader libico Muammar Gheddafi ha annunciato la nascita di "comitati per la difesa della rivoluzione", che avranno il compito di difendere aeroporti, porti, impianti petroliferi e altre infrastrutture dai manifestanti anti-governativi. Nasceranno inoltre "comitati per la difesa dei valori sociali, composti da un milione di giovani che hanno memorizzato il Corano e che non avranno l'ordine di uccidere".

 

Gheddafi ne ha inoltre accusato Usa e Italia "aver distribuito ai ragazzi a Bengasi" razzi rpg. Il leader libico ha parlato dalla propria abitazione nel centro di Tripoli che fu bombardata da aerei Usa nel 1986 e poi trasformata in un una sorta di monumento nazionale. Una sua figlia adottiva morì nel bombardamento.

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