Libia, Gheddafi reprime nel sangue le proteste della piazza

Libia, Gheddafi reprime nel sangue le proteste della piazza

Libia, Gheddafi reprime nel sangue le proteste della piazza

E' una vera e propria carneficina quella che si sta svolgendo in Libia. Almeno 285 persone sono morte negli scontri tra manifestanti e forze del governo. Le fonti mediche, che hanno fornito questa cifra, smentiscono i bilanci ufficiali e quelli forniti dalle organizzazioni internazionali. A Bengasi ci sarebbero, oltre ai morti di cui sopra, anche oltre 700 feriti secondo le fonti giornalistiche mondiali che hanno i riflettori puntati sul paese guidato dal colonnello Gheddafi.

 

A far innalzare il bilancio di morti e feriti ci sarebbe anche l'utilizzo da parte delle forze militari governative di razzi Rpg sparati direttamente sulla folla, causando moltissimi feriti tanto da rendere pressochè impraticabili gli ospedali. Le contestazioni contro il regime che da 40 anni sta governando il paese, in mano a Muammar Gheddafi, non hanno precedenti nella storia libica. Anche per questa la reazione del dittatore è stata violentissima.

 

Secondo le cronache locali, ci sarebbero stati addirittura cecchini che avrebbero anche aperto il fuoco su un corteo funebre, oltre agli ovvi scontri di piazza tra manifestanti e polizia. E il governo alza anche la voce, minacciando di interrompere la propria collaborazione con l'Europa sul fronte del contrasto all'immigrazione clandestina se il vecchio continente non cambierà atteggiamento.  

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