Libia, Tripoli proclama il "cessate il fuoco". Ma a Misurata si spara

Libia, Tripoli proclama il "cessate il fuoco". Ma a Misurata si spara

Libia, Tripoli proclama il "cessate il fuoco". Ma a Misurata si spara

TRIPOLI - Le forze libiche fedeli a Muammar Gheddafi hanno sospeso tutte le operazioni militari per garantire la protezione dei civili (anche stranieri) e dei loro beni, in linea con la risoluzione Onu che ha imposto la No Fly Zone. L'"immediato cessate il fuoco" è stato annunciato dal ministro degli Esteri libico, Mousa Koussa. Resta ora da vedere quanto durerà lo stop alle armi e quali saranno le conseguenze sul fronte interno e su quello diplomatico internazionale.

 

Koussa ha affermato che la Libia condivide l'articolo della risoluzione 1973 "relativo alla protezione dei civili e alla unità territoriale della Libia", aprendo inoltre "tutti i canali di dialogo con chiunque sia interessato all'unità territoriale della Libia". "Il mio paese è molto serio nell'intenzione di continuare lo sviluppo economico, politico, sociale e umanitario della nazione libica", ha detto ancora il ministro.

 

Koussa ha anche evidenziato l'amarezza di Tripoli per una serie di misure implicate dalla risoluzione come "l'imposizione di una no-fly zone", "una misura che porterà sofferenze a tutto il popolo libico così come il congelamento degli assets e degli investimenti del popolo libico". La Francia resta "cauta" dopo l'annuncio del cessate il fuoco.

 

'La Nato, ha annunciato il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, al termine del Consiglio nordatlantico convocato venerdì mattina per esaminare la risoluzione approvata ieri notte al Palazzo di Vetro, "sta completando la propria pianificazione per essere pronta a prendere misure appropriate a sostegno della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite''. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha aggiunto Rasmussen, ''manda una forte e chiaro messaggio al regime di Gheddafi da parte di tutta la comunità internazionale: ferma immediatamente la tua brutale e sistematica violenza contro il popolo di Libia''.

 

Intanto si continua a combattere nei pressi di d'Ajdabiya, città chiave sulla strada di Bengasi ancora parzialmente controllata dai ribelli. Diverse esplosioni sono state unite provenire dalla zona di Zuwaytinah, piccolo porto petrolifero a 30 km dalla città. Le truppe di Gheddafi al momento controllano tutti le principali strade di accesso e uscita dalla città: quella verso Brega, quella lungo la costa che va a bengasi, qeulla nel deserto che raggiunge Tobruk. È invece di 25 morti il bilancio delle vittime degli scontri avvenuti a Misurata.

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