M.O., Rice: ''Vogliamo un accordo tra israeliani e palestinesi entro 2008''

M.O., Rice: ''Vogliamo un accordo tra israeliani e palestinesi entro 2008''

M.O. – Dopo gli insuccessi collezionati con la guerra in Iraq, il governo Bush cerca la riscossa in politica estera prima delle nuove elezioni americane. E questa scommessa promette di essere il primo passo verso uno Stato Palestinese o, più concretamente, un accordo israelo-palestinese che dovrebbe essere firmato entro la fine del 2008.

“Cercheremo di farcela”, ha promesso il segretario di stato Condoleeza Rice, presentando gli incontri della prossima settimana tra Washington e Annapolis tra il 26 e il 28 novembre. Spediti gli inviti a 49 Paesi, Italia compresa, e alle organizzazioni internazionali, ora si attendono con ansia le conferme di partecipazione, in particolare quelle dei Paesi arabi confinanti con Israele.

Saranno soprattutto loro a decretare, ancor prima che questa conferenza internazionale abbia luogo, quale potrebbe esserne i risultati. Una bassa considerazione, o peggio, un rifiuto di prendervi parte, costituirebbero da subito un neo difficilmente superabile. Ma già il presidente israeliano Peres mette le mani avanti: "Accordo quasi impossibile entro il 2008".

Le riunioni prenderanno il via con una cena a Washington tra tutte le delegazioni, il 26 novembre. Il giorno successivo, la data chiave, è quello della conferenza vera e propria, nella capitale del Maryland. Il 28 novembre è invece il giorno in cui George W. Bush incontrerà le delegazioni israeliana e palestinese.

Un incontro atteso e fondamentale che, se riuscisse davvero a rilanciare un dialogo che langue da anni, quello tra due popoli in lotta dal 1948, costituirebbe un successo innegabile per il governo Bush. Ma è necessario non dimenticare il clamoroso fallimento dei precedenti tentativi d’accordo, tra cui, in particolare, quello dei negoziati di Camp David nel luglio del 2000.

Non è possibile pensare, infatti, ad una pace tra i due territori senza un passo indietro di Israele rispetto ai territori occupati nel 1968, senza un reale impegno allo smantellamento delle numerose colonie irregolari e senza che si cominci davvero a parlare della costituzione di uno Stato Palestinese.

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