Manovra, Formigoni: ''Pronti a ritirare le deleghe''

Manovra, Formigoni: ''Pronti a ritirare le deleghe''

Manovra, Formigoni: ''Pronti a ritirare le deleghe''

MILANO - Ancora tensioni tra Governo e Regioni in merito alla manovra correttiva. Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato che tutti i governatori sono "pronti a restituire le deleghe", sostenendo al tempo stesso che il gesto "non va concepito come un gesto di polemica". "Noi siamo una parte della Repubblica italiana e vogliamo contribuire con le nostre idee, con le nostre proposte a disegnare una manovra che è indispensabile", ha evidenziato.

 

Tuttavia, ha aggiunto, "i sacrifici vanno ripartiti in maniera equa tra tutti i comparti". "La nostra - ha aggiunto - è una proposta positiva di collaborazione al governo nel disegnare una manovra più sostenibile da parte di tutti i cittadini". Certo, ha continuato, "i saldi non devono essere cambiati e noi Regioni siamo pronte a fare la nostra parte, ma se si vanno a tagliare i contributi per il trasporto pubblico locale, per le imprese noi diciamo che si mettono in discussione comparti fondamentali della spesa pubblica".

 

"Le Regioni sono unite, vogliono fare la propria parte e  lavorano nel pieno rispetto del principio della leale collaborazione istituzionale. Il 30 giugno lo spiegheremo alle forze economiche e sociali, e sarà anche avviato un confronto con i Comuni e le Province", ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni.

 

"La delegittimazione in corso dell'istituzione regionale rafforza la nostra compattezza. Non si tratta di difendere un livello istituzionale rispetto ad altri. Si tratta di difendere i cittadini e per questo la manovra va più equamente ripartita - ha aggiunto -. Le Regioni quindi ribadiscono la richiesta di incontro con il premier sulla manovra, e continuano a credere che sia indispensabile un suo riequilibrio. E' pertanto urgente proseguire il confronto con il Governo".

 

Per Errani "è a rischio lo sviluppo, l'occupazione, la qualità di servizi essenziali per i cittadini. Dare una mano all'economia territoriale significa far ripartire il Paese. E' nostro compito istituzionale far sì che si continuino a garantire servizi di primaria importanza, quali il trasporto pubblico locale, la tutela dell'ambiente, la protezione civile, il mercato del lavoro o gli incentivi alle imprese".

 

"Consapevoli dei problemi dei conti pubblici siamo stati i primi a chiedere una Commissione  che verifichi la qualità della spesa della Pubblica amministrazione, a cominciare dalle Regioni e dallo Stato centrale - ha proseguito il presidente della Conferenza delle Regioni -. Questa Commissione straordinaria Governo-Regioni dovrà verificare i costi di gestione e individuare anche eventuali sprechi e ulteriori misure che producano risparmi di spesa in egual misura su tutti i livelli "istituzionali. Non solo noi, ma anche lo Stato deve fare la propria parte".

 

Ed è proprio questo ciò che non va nella manovra. Non va che l'amministrazione centrale dello Stato partecipi con l'1,2% e le Regioni con tagli del 14%. Con le risorse messe a disposizione come si fa ad erogare gli stessi servizi? Ecco  il perché della nostra iniziativa di porre all'ordine del giorno la remissione delle deleghe. E' un atto di  trasparenza e di responsabilità istituzionale", ha concluso.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -