Manovra, Tremonti alle Parti Sociali: ''Va gestita tutti insieme''

Manovra, Tremonti alle Parti Sociali: ''Va gestita tutti insieme''

Manovra, Tremonti alle Parti Sociali: ''Va gestita tutti insieme''

Si svolto martedì mattina a Palazzo Chigi l'incontro fra il Governo e le autonomie locali per illustrare la manovra, che, secondo le previsioni, dovrebbe essere approvata questa sera dal Consiglio dei Ministri. Hanno preso parte il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, quello della Semplificazione Roberto Calderoli, il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, insieme al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

 

Le regioni erano rappresentate da Vasco Errani, presidente della Conferenza, dal vice presidente Michele Iorio, dai governatori delle Marche e del Lazio, Spacca e Polverini. Presente anche il coordinatore degli assessori al bilancio Romano Colozzi. In rappresentanza dei comuni il sindaco di Torino e quello di Roma, Sergio Chiamparino e Gianni Alemanno, il vicepresidente vicario, Osvaldo Napoli e il sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana, Alessandro Cosimi. All'incontro anche una delegazione dell'Upi e dell'Uncem.

 

Secondo quanto si è appreso, Tremonti ha garantito che tutti i dipendenti pubblici avranno il congelamento triennale generale delle retribuzioni. Quindi ha spiegato come le pensioni di invalidità siano cresciute da 6 a 16 miliardi. Con la manovra, il Governo "intende tornare ai criteri rigorosi del 1988". Il ministro dell'Economia, agli Enti Locali e alle Regioni, ha evidenziato che non si tratta di "una finanziaria qualsiasi" e che va gestita "tutti insieme".

 

Tremonti ha spiegato che l'Esecutivo sta lavorando con le Regioni a costi standard per la sanità. Nel corso dell'incontro con gli enti locali il ministro ha fatto riferimento al fatto che il continente produce più debito che ricchezza e che la manovra riduce il perimetro dell'area pubblica. Un accenno anche alle pensioni. Con la messa a regime il sistema previdenziale italiano è il più solido d'Europa.

 

"Il grosso dei sacrifici lo si chiede sempre ai lavoratori, pubblici e privati e non c'e alcuna misura di sostegno a occupazione e investimenti: un reddito da un milione di euro non viene toccato, ma un lavoratore pubblico che guadagna 1.500 euro sì, così come un lavoratore privato che deve andare in pensione. Quindi è una manovra che non mantiene un profilo di equità, va cambiata in Parlamento", ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

 

Al tavolo tra governo e parti sociali, Epifani non è però intervenuto, contrariamente ai sindacati i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Il leader della Cgil ha soltanto rivolto una domanda al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sulle finestre pensionistiche e sulle buonuscite.

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