Mare nera, ora il pericolo si chiama "Bonnie"

Mare nera, ora il pericolo si chiama "Bonnie"

Mare nera, ora il pericolo si chiama "Bonnie"

Alla marea nera si aggiunge un nuovo pericolo. Si chiama "Bonnie" e rischia di accrescere gli effetti devastanti dall'ondata di petrolio che da oltre tre mesi sta riempendo il Golfo del Messico. La tempesta tropicale Bonnie fa stare in tensione le popolazioni del golfo, anche se le probabilità che si trasformi in uragano sono solo del 15%. La tempesta si è formata alle Bahamas, poi transiterà in Florida (dove nel week-end si troverà la famiglia Obama) per poi approdare su Louisiana e Missisipi lunedì mattina (ora italiana).

 

Il centro nazionale degli uragani ha messo in allerta gli Stati Uniti, specificando che la seconda tempesta dell'anno ha già raggiunto venti della velocità di 65 km/h. Per questo le autorità locali hanno disposto l'evacuazione delle decine di navi e delle circa 2 mila persone impegnate nelle operazioni di bonifica dell'area colpita dalla marea nera.

 

E' chiaro che questa decisione non farà altro che rallentare le operazioni di chiusura del pozzo, operazione che sembrava aver preso una piega positiva e quasi risolutiva.

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