Marea nera nel Golfo del Messico, si spera nel quarto tentativo

Marea nera nel Golfo del Messico, si spera nel quarto tentativo

Marea nera nel Golfo del Messico, si spera nel quarto tentativo

WASHINGTON - Quarto tentativo di chiudere la perdita di greggio causata dal pozzo della Bp danneggiato sei settimane fa nel Golfo del Messico. I tecnici sono riusciti, con una cesoia di grandi dimensioni manovrata da robot sottomarini, a tagliare la tubatura a 1.600 metri di profondità da cui fuoriesce il petrolio. Secondo la società petrolifera, ci vorranno ora tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funzionerà anche perché le scorse settimane ci sono stati numerosi fallimenti.

 

 Il taglio è infatti molto irregolare e per questo non è chiaro se il tappo-imbuto che gli è stato apposto reggerà. L'imbuto dovrebbe consentire di pompare il petrolio verso una nave cisterna in superficie ma c'è il rischio che non sia stato posizionato correttamente. Nel frattempo la Bp sta lavorando anche alla realizzazione di due pozzi di soccorso per bloccare una volta per tutte la fuoriuscita, che però saranno operativi solo a metà agosto.

"Sono infuriato per questa situazione perché è un esempio di persone che non pensano alle conseguenze delle loro azioni - ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, intervenenendo alla Cnn - Tutto ciò mette in pericolo un intero modo di vita e tutta una regione, probabilmente per diversi anni". L'amministrazione della Casa Bianca ha presentato al colosso petrolifero britannico un conto da 69 milioni di dollari (circa 56,7 milioni di euro).

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