Mastrogiacomo, l'accusa dei talebani: ''E' una spia''

Mastrogiacomo, l'accusa dei talebani: ''E' una spia''

Si complicano le trattative per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, il giornalista di Repubblica sequestrato dai talebani e del quale si sono perse notizie dalla serata di domenica. I rapitori hanno infatti accusato il reporter italiano di essere “una spia” della Gran Bretagna, che lavora sotto protezione come giornalista.


L’accusa arriva da un messaggio audio che potrebbe essere del mullah Dadullah; ma a parte questo quella di mercoledì è stata una lunga giornata un'intensa attività diplomatica, al lavoro sui fronti più variegati per ottenere la liberazione dell'inviato di Repubblica.


LA DICHIARAZIONE DI EZIO MAURO, DIRETTORE DI REPUBBLICA

In merito alle agenzie che arrivano dall'Afghanistan e che riportano notizie false sull'attività del collega Daniele Mastrogiacomo il direttore di Repubblica ha detto:

- "In fede dichiariamo che Daniele Mastrogiacomo, nato a Karachi (Pakistan) il 30 settembre 1954, sposato con due figli, è cittadino italiano.

- Egli è un giornalista del quotidiano "la Repubblica" dal 1980, con incarichi di politica estera. Non ha alcuna relazione di alcun genere né con organismi militari, né con polizia servizi segreti di qualsiasi genere e di qualsivoglia Paese. In Italia è anche membro del Consiglio regionale dell'Associazione dei Giornalisti (del Lazio e Molise).

- Mastrogiacomo si trova in Afghanistan da mercoledì 28 febbraio scorso e, più precisamente, è a Kandahar da domenica 4 marzo, esclusivamente e solamente per scrivere reportage giornalistici".

LA PREOCCUPAZIONE DI PRODI

"Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha espresso tutta la sua preoccupazione e solidarietà ma novità non ce ne sono", Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, a proposito del rapimento del giornalista di “Repubblica”, Daniele Mastrogiacomo. Intanto secondo il ministero degli Esteri, il reporter sarebbe in mano ad un gruppo militare. “Apparentemente sembra che Mastrogiacomo sia nelle mani di una struttura militare dei talebani, ma stiamo ancora verificando. Non c'è niente di sicuro", ha detto un portavoce della Farnesina.


NESSUNA RIVENDICAZIONE

Le autorità italiane non hanno ricevuto oggi alcuna rivendicazione per il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo che "sarebbe in mano ai Talebani nella provincia di Helmand". Lo ha dichiarato alla France Presse l'ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Francesco Sequi.


"Apparentemente, sarebbe in mano ai Talebani nella provincia di Helmand, ma non c'è ancora nulla di sicuro. Siamo nella totale incertezza", ha aggiunto Sequi che poi ha precisato: “Non siamo stati contattati da nessuno per una richiesta di riscatto o altro


UN GIORNALISTA HA SENTITO LA SUA VOCE

Un giornalista pachistano Rahimullah Yusufzai ha sentito un paio di giorni fa la voce di Daniele Mastrogiacomo, l’inviato del quotidiano “La Repubblica” di cui si sono perse notizie da domenica sera e che è stato rapito dai talebani.


“Ha detto di chiamarsi Daniele, di avere 52 anni e di essere un giornalista di Roma, in Italia. poi ha detto il nome di sua madre e di suo padre e la loro età”, ha riferito (secondo quanto riportato da Repubblica) il giornalista del quotidiano pachistano 'The News' contattato dai rapitori di Mastrogiacomo.

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Il giornalista pachistano ha precisato che “il portavoce dei Taliban nella zona di Helmand mi ha chiamato per annunciarmi che avevano arrestato tre persone, spie per conto della nato e degli Stati Uniti. Io ho chiesto una prova e mi hanno richiamato con il nastro”.

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