Napolitano: ''Costituzione Ue irrinunciabile garanzia per l'Europa''

Napolitano: ''Costituzione Ue irrinunciabile garanzia per l'Europa''

Siena - "L'Italia non è disposta a subire pretese di altri Paesi" che arrivino a mettere in discussione "la prima parte del Trattato costituzionale Ue che per noi è irrinunciabile". Il presidente della Repubblica riafferma con forza la sua posizione che poi, sottolinea, "è la posizione ufficiale italiana" ribadita "a nome di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, perchè -ricorda il capo dello Stato- il Trattato porta la firma del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri del precedente governo e in Parlamento ha ottenuto una ratifica quasi unanime".

"La Costituzione Ue è una irrinunciabile garanzia per l'Europa". Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano è tornato a ribadirlo con forza parlando agli studenti all'Università di Siena, al fianco del presidente della Repubblica tedesca Horst Kohler. Il Presidente della Repubblica ha esortato a ''non cedere alle paure che hanno contrassegnato questa fase di scetticismo verso l'Unione Europea".

Napolitano ha difeso a spada tratta il cammino, ora interrotto, dell'integrazione europea affermando che le "campagne tendenti a svalutare il processo di integrazione europea e a presentare l'Europa solo come un insieme incomprensibile di tecnicalità e di burocrazia, che si stanno diffondendo anche in Italia" perchè "questo e' assolutamente falso".

"Si fa terrorismo psicologico, agitando lo spettro di un Super-Stato europeo, quasi fosse un grande nostro governato da chi sa quale potenza occulta che invade tutti i campi". Per il presidente della Repubblica nulla di più falso, trattandosi invece di "una forma nuova di democrazia".

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"Rispettare seriamente tutte le identità che, per fortuna, in Italia sono numerose". E' l'impegno richiesto da Napolitano in tema di immigrati e della loro integrazione nel nostro Paese. Il Capo dello Stato ricorda il suo impegno in materia negli oltre due anni, dal 1996 al 1998, in cui fu ministro dell'Interno, durante i quali fu anche redatta la legge che porta il suo nome al fianco di quello di Lidia Turco: "Allora, fu approvata una legge all'interno della quale c'era un capitolo dedicato alle politiche dell'immigrazione; certo, molto dipende poi dalle risorse che gli vengono destinate e che purtroppo, in questi anni, sono state pochissime".

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