Napolitano: ''Errori e distorsioni non imputabili alla Costituzione''

Napolitano: ''Errori e distorsioni non imputabili alla Costituzione''

Si è aperta con l’inno di Mameli la cerimonia per i 60 anni della Costituzione in corso nell’aula di Montecitorio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato come “errori e distorsioni che hanno rappresentato il frutto di una complessa dialettica politica” non sono da “imputare alla Costituzione”. Napolitano ha sottolineato come occorra “fare bene attenzione a non confondere indirizzi costituzionali e scelte politiche, responsabilità politiche”.


Napolitano ha sottolineato come "nessuna delle forze politiche che parteciparono all'elaborazione della Carta costituzionale e che si contrapposero aspramente all'indomani della sua entrata in vigore, è rimasta in vita uguale a se stessa. Dalla crisi che ha investito, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, il sistema dei partiti, e dall'avvio di una democrazia dell'alternanza, è scaturito un quadro di forze che in quanto competono per il governo del paese si riconoscono naturalmente nella Costituzione". "Questa - ha proseguito - rappresenta piu' che mai -nella sua comprovata validita'- un patrimonio comune. Nessuna delle forze oggi in campo puo' rivendicarne in esclusiva l'eredita', ne' farsene strumento nei confronti di altre".

Il capo dello Stato ha anche aggiunto che, nonostante sia a conoscenza dei “motivi di inquietudine e sfiducia che serpeggiano tra i cittadini", "è confortante poter guardare tutti, senza spirito di parte a un grande quadro di riferimento unitario che è quello che l'Italia si diede con la Costituzione del 1948".


Alla cerimonia hanno preso parte i presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente della Corte Costituzionale, deputati e senatori.


Bertinotti ha dedicato una parte del suo intervento alla crisi politica, sottolineando come questa situazione " ha determinato una preoccupante distanza che separa i cittadini dalla vita pubblica, dalla politica e dalle istituzioni”. Recuperare questo ‘gap’ “rappresenta il presupposto necessario per la risoluzione dei numerosi elementi di criticità con cui si confronta in questa fase la comunità nazionale”.


Per Marini, invece, “l'Italia necessita di alcuni mirati adeguamenti istituzionali perché la nostra democrazia possa incidere più efficacemente di fronte ai tanti problemi che incalzano”.

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