Nessuna svolta in Egitto: Mubarak resta presidente

Nessuna svolta in Egitto: Mubarak resta presidente

Nessuna svolta in Egitto: Mubarak resta presidente

IL CAIRO - Non c'è stata l'attesa svolta in Egitto: Hosni Mubarak resta saldo alla sua poltrona da presidente. Malgrado la pressione della piazza e dell'esercito è andato in tv non per dare l'addio ma per annunciare di voler trasferire i poteri al suo vice Omar Suleiman e a promettere la riforma di cinque articoli della Costituzione egiziana e l'abolizione di un sesto. Mubarak ha chiesto scusa "alle famiglie delle vittime della repressione della polizia".

 

"Il sangue dei vostri martiri non è stato versato invano", ha evidenziato, aggiungendo di "non accettare i dettami che vengono dall'estero". Mubarak ha ribadito che non si ricandiderà alle prossime elezioni di settembre e che non accetterà "mai diktat" che arrivano da Paesi "stranieri", riferendosi probabilmente agli Usa.

 

Il discorso non è piaciuto al presidente americano Barack Obama: "Al popolo egiziano è stato detto che ci sarebbe stata una transizione di autorità, ma tuttora non è chiaro se tale transizione sia immediata, significativa o sufficiente", ha scritto l'inquilino della Casa Bianca in una nota.

 

"Troppi egiziani rimangono scettici sul fatto che il governo sia serio a proposito di una genuina transizione verso la democrazia, ed è responsabilità del governo medesimo parlare con chiarezza al proprio popolo, e al mondo", ha evidenziato.

 

"Il governo egiziano - ha aggiunto Obama - deve proporre un percorso credibile, concreto e inequivocabile verso un'autentica democrazia, e ancora", ha attaccato, "non ne ha colto l'opportunità". Il leader Usa ha poi avvertito che il regime del Cairo non deve ricorrere "alla repressione o alla brutalità" nei confronti dei manifestanti.

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