No ai minareti musulmani in Svizzera, il Vaticano: ''Duro colpo alla libertà religiosa''

No ai minareti musulmani in Svizzera, il Vaticano: ''Duro colpo alla libertà religiosa''

No ai minareti musulmani in Svizzera, il Vaticano: ''Duro colpo alla libertà religiosa''

ROMA - Fa discutere lo stop della Svizzera alla costruzione di minareti musulmani, sancito dai risultati del referendum svoltosi domenica nella Confederazione. Il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, monsignor Antonio Maria Vegliò, ha affermato di essere "sulla stessa linea dei vescovi svizzeri", che hanno espresso forte preoccupazione per quello che hanno definito "un duro colpo alla libertà religiosa e all'integrazione". Si è detto preoccupato Franco Frattini.

 

Il ministro degli Esteri ha ricordato le ultime scelte del Consiglio europeo che sanciscono la "libertà di tutte le religioni". L'Italia, ha detto Frattini, "difende il diritto di esporre il crocifisso nelle scuole, quindi guardiamo con preoccupazione a certi messaggi di diffidenza o addirittura proibizione verso un'altra religione, quella islamica".

 

Anche per il ministro degli Esteri svedese e presidente di turno dell'Ue, Carl Bildt, il no alla costruzione dei minareti emerso dal referendum svizzero lancia "un segnale negativo". Si tratta di "un'espressione di un notevole pregiudizio e forse anche di paura, ma è chiaro che è un segnale negativo sotto ogni aspetto, su questo non c'è dubbi", ha dichiarato alla radio svedese.

 

Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha decisamente stigmatizzato il risultato del referendum. "Sono un po' scandalizzato da questa decisione"- ha detto Kouchner a radio Rtl - "si tratta di una espressione d'intolleranza e io detesto l'intolleranza". Il ministro francese ha poi espresso l'auspicio che il governo svizzero annulli "presto" questa decisione. "Se la costruzione dei minareti e' vietata, ciò significa che una religione viene oppressa", ha commentato.

 

No comment invece dalla Commissione Europea: "La Svizzera non è uno stato membro e del resto sono state seguite procedure democratiche", ha affermato a Bruxelles il commissario alla Giustizia, la libertà e la sicurezza Jacques Barrot. Il ministro della giustizia elvetico, Eveline Widmer-Schlumpf, ha spiegato che "non si tratta di un voto contro la religione islamica ma contro i minareti come edifici".

 

"In Svizzera si rispetta la libertà di fede, è un valore fondamentale, ma certo il risultato di questo referendum non è un bel segnale - ha affermato la Widmer-Schlumpf - È importante che nella nostra democrazia si abbia la possibilità di votare, e questo voto non è contro la religione islamica".

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