Nucleare, in Italia la scelta del governo divide

Nucleare, in Italia la scelta del governo divide

Nucleare, in Italia la scelta del governo divide

La crisi in Giappone, causata dal terrificante terremoto di magnitudo 9.0 Richter di venerdì scorso, sta portando a rivedere la strategia sul nucleare nel resto del mondo. La Germania ha fatto sapere che "congelerà" provvisoriamente i sette reattori creati prima del 1980. Il premier russo Vladimir Putin ha incaricato l'agenzia atomica russa di analizzare la situazione "nel settore atomico russo" e, nel termine di un mese, presentare un resoconto al governo.

 

Non cambierà invece la politica energetica della Spagna. Il vice primo ministro Manuel Chaves ha reso noto che il governo non chiuderà il vecchio impianto nucleare di Garona prima del previsto. Ciò che sta avvenendo a Fukushima ha riacceso anche nel nostro Paese il dibattito sul ritorno all'atomo. L'esecutivo non sembra intenzionato a rinunciare al programma nucleare, mentre le opposizioni chiedono una riflessione più attenta sulla questione.

 

"Tutti i paesi europei hanno centrali il 19% dell'energia che consumiamo in Italia è prodotta dal nucleare, è inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato", ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine della riunione sulla crisi nucleare in Giappone convocata dal commissario europeo per l'Energia, Gunter Oettinger, a Bruxelles. Il ministro ha anche escluso che le centrali nucleari europee "di nuova generazione" possano essere spente.

 

Pier Luigi Bersani ha asupicato che l'esecutivo blocchi il piano per il ritorno al nucleare, di fronte alla tragedia del Giappone. "Il governo dica 'mi fermo un attimo'", ha esortato il segretario del Pd rispondendo ai giornalisti alla Camera. "Mettersi adesso a localizzare, come vuole fare, i siti delle centrali è assolutamente senza senso", ha proseguito, "fermiamoci a rifletterci su". Il governo, ha insistito, "dia una prova di saggezza".

 

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Il governo italiano "non è né cieco né sordo" rispetto alle notizie che arrivano dalle centrali nucleari in giappone, assicurando di avere "a cuore la sicurezza dei cittadini" e che "non sarà mai presa alcuna decisione che la possa mettere a rischio", ha affermato in una nota il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo.

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