Nucleare, retromarcia del governo: l'Italia non costruirà nuove centrali

Nucleare, retromarcia del governo: l'Italia non costruirà nuove centrali

Nucleare, retromarcia del governo: l'Italia non costruirà nuove centrali

ROMA - Stop al nucleare. Il governo ha deciso di fermare il programma nucleare, inserendo nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione delle centrali nucleari nel Paese La decisione dovrebbe portare al superamento del referendum sul ritorno all'atomo in calendario il 12-13 giugno. La scelta dell'esecutivo di fare marcia indietro era stata anticipata da Giulio Tremonti.

 

Il ministro dell'Economia auspica nella realizzazione a livello europeo di un grande progetto per le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative: "Credo sia arrivato il momento di ragionare su una versione applicata del vecchio e glorioso piano Delors e di avviare piani di investimento in ricerche alternative, anche combinandoli con la nuova struttura geopolitica del Mediterraneo".

 

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha cercato di ridurre la marcia indietro del governo, spiegando che la ricerca sul nucleare "deve andare avanti" anche se l'Italia ha deciso di sospendere il suo ingresso nella produzione di energia. "Del resto siamo un paese circondato da centrali nucleari. Il caso del Giappone ci ha imposto una riflessione sulle centrali, ma la ricerca deve andare avanti", ha sottolineato Prestigiacomo.

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