Pdl, Berlusconi rompe: "Finiani fuori dal partito"

Pdl, Berlusconi rompe: "Finiani fuori dal partito"

Pdl, Berlusconi rompe: "Finiani fuori dal partito"

ROMA - E' praticamente rottura totale. Manca l'espulsione o anche il deferimento di probiviri del presidente della Camera, Gianfranco Fini, ma la rottura tra i due fondatori del Pdl è stata definitivamente sancita dal documento dell'ufficio di presidenza del Pdl, nel quale vengono deferiti ai probiviri tre deputati: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata. Tutti favorevoli ad eccezione dei finiani Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viespoli.

 

Dal Cavaliere è arrivato un attacco durissimo alla terza carica dello Stato: "Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni". E alla domanda se debba lasciare il suo incarico, il Cavaliere ha risposto: "Riteniamo che siano i membri del Parlamento a dover assumere un'iniziativa al riguardo". Secca la replica di Fini: "La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio".

 

L'ipotesi dell'espulsione è caduta quando Fini aveva fatto sapere che sarebbe ricorso alle vie legali, appellandosi al giudice ordinario, sulla base dell'articolo 700 del Codice di procedura civile. Il presidente della Camera aveva rivelato il progetto ad alcuni dei suoi. Il piano avrebbe messo il Pdl nelle mani della magistratura. L'ex leader di An avrebbe potuto infatti chiedere ai giudici il reintegro immediato degli esponenti sospesi dal partito.

 

Le posizioni di Gianfranco Fini si sono manifestate "come uno stillicidio di distinguo o contrarieta' nei confronti del programma di governo", come "una critica demolitoria alle decisioni del partito" e infine "come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del presidente del Consiglio", ha affermato il premier Silvio Berlusconi, leggendo il documento approvato dall'ufficio di presidenza in conferenza stampa a palazzo Grazioli.

 

La permanenza di membri del governo 'finiani' nell'esecutiv, ha aggiunto, "e' una decisione che sara' assunta nella sede del governo ma per quanto mi riguarda non ho nessuna difficolta' a continuare una collaborazione con validi ministri". Attualmente la maggioranza di governo è di 341 deputati e 175 senatori a fronte di una maggioranza necessaria, rispettivamente di 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. La pattuglia finiana alla Camera può contare, ad oggi, su 34 deputati.

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