Pensioni, barricate dei sindacati: ''Non dobbiamo votare la fiducia...''

Pensioni, barricate dei sindacati: ''Non dobbiamo votare la fiducia...''

ROMA – Altolà dei sindacati alla riforma delle pensioni. "Non è che possiamo accettare ora ciò che fino a tre giorni fa consideravamo inaccettabile'', spiega il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Lo stesso segretario, poi, invia una piccola frecciata a Romano Prodi. “Noi non abbiamo il diritto di votare la fiducia la governo, ma non abbiamo nemmeno il dovere di garantirne la stabilità, accettando una riforma delle pensioni che è inaccettabile".


''La nostra vera priorità è discutere, con il governo che verrà, la nostra piattaforma – prosegue Angeletti -. Abbiamo un documento che secondo noi rappresenta bene i problemi del Paese e dei lavoratori e questo è il documento con il quale andremo al confronto con il nuovo esecutivo”.


Età pensionabile, coefficienti di trasformazione e fusione degli enti previdenziali sarebbero i punti sui quali il governo intende intervenire. Cgil, Cisl e Uil preparano le barricate. “Le proposte di merito si fanno ai tavoli di concertazione – ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano -, le anticipazioni possono essere di segno diverso, non conosco questi calcoli, fermiamoci ai criteri fissati dal governo che ha detto cose semplici ma chiare nei 12 punti illustrati da Prodi". Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale, è d’accordo con i sindacati per quanto concerte la necessità “di un intervento sulle pensioni più basse”.


Fortemente contrario anche il segretario della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi, che afferma: ''se sono vere le indiscrezioni che circolano in queste ore sulla previdenza, cioè che c'è l'aumento dell'età pensionabile e che c'è il taglio dei coefficienti di calcolo, per me questa è una rottura con il movimento sindacale". Cremaschi poi aggiunge: "Se questa è la linea del governo, chiedo che i sindacati vadano allo sciopero generale sulle pensioni”.

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"Non siamo d'accordo - ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - sulla vicenda dei coefficienti. Lo sa il governo e lo sanno le forze politiche". Per Bonanni "le aziende hanno fatto affari importanti ultimamente. Gli affari però non li fanno i lavoratori pensionati. Vogliamo più salario e una rivalutazione delle pensioni e una politica vera che riesca a reggere bene".

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