Processo breve, Berlusconi: condizione indispensabile per proseguire l'azione di governo

Processo breve, Berlusconi: condizione indispensabile per proseguire l'azione di governo

Processo breve, Berlusconi: condizione indispensabile per proseguire l'azione di governo

ROMA - Per continuare l'azione di governo è indispensabile il provvedimento sul processo breve. E' quanto ha affermato il premier Silvio Berlusconi durante in vertice ristretto a Palazzo Grazioli al quale hanno preso parte il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e l'onorevole Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere. Si è parlato di come ottenere l'approvazione definitiva della norma anche alla Camera.

 

Secondo quanto trapela dalla maggioranza, Berlusconi con i suoi più stretti collaboratori starebbe lavorando ad alcune modifiche sui termini della prescrizione, in modo da ridurre il numero dei processi che verrebbero mandati al macero. Nel frattempo è arrivato un nuovo attacco all'Esecutivo da parte di "Famiglia Cristiana". Il processo breve è una "falsa priorità", scrive il settimanale dei paolini in edicola mercoledì, in un paese che è la "Cenerentola d'Europa", per gli aiuti alle famiglie. 

 

L'Italia è la "cenerentola d'Europa per la famiglia" e intanto è "alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto 'processo breve'". "Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge -, il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il 'processo breve' che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà 'processo in tempi ragionevoli'. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze".

 

"Ma a settembre - prosegue Famiglia Cristiana -, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio". Nell'opposizione dure critiche arrivano dall'Italia dei Valori. "Il processo breve" è una "assicurazione per l'immunità" del premier, ha affermato Antonio Di Pietro. Per l'ex pm già il termine "processo breve" è una "truffa mediatica", perché il provvedimento "non abbrevia il processo, ma i termini dell'impunità", ciò che è il fine ultimo per cui il presidente del Consiglio fa politica.

 

"Se siamo arrivati fin qui credo che la questione sia proprio la norma transitoria", ha sostenuto il leader del Pd, "tutto il resto è un tema che può essere discusso su basi di riflessioni organizzativa del sistema giustizia, ma quello è il tema del contendere. Rimuoverlo con Berlusconi sarà sempre più difficile".

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