Prodi al Senato. Sì ai 12 punti dal Cdm

Prodi al Senato. Sì ai 12 punti dal Cdm

ROMA – Via libera del Consiglio di ministri ai dodici punti programmatrici fissati dal presidente del Consiglio Romano Prodi. In una seduta flash durata appena 10 minuti, infatti, i ministri del governo hanno approvato le priorità del Professore. Il premier, si legge nella nota diffusa al termine della riunione, ''ha informato il Consiglio sulle dichiarazioni che si appresta a rendere alle Camere sulla base del percorso delineato dal capo dello Stato per una necessaria verifica della maggioranza che sostiene il governo''.


''Prendendone collegialmente atto - aggiunge la nota - il Consiglio unanime ha condiviso le dichiarazioni e ha fornito il proprio assenso a porre la questione di fiducia su ordini del giorno o mozioni presentati dalla maggioranza. Il Consiglio ha altresi' esaminato alcune leggi regionali''.


PRODI AL SENATO: FIDUCIA QUASI CERTA CON 164 VOTI

Il Governo Prodi avrà quasi certamente la fiducia del Senato. La notizia è quasi certa grazie all’annuncio fatto del senatore Pallaro, che arrivano all’aeroporto di Fiumicino da Buenos Aires: “In giornata avro' ancora incontri. Ma ho sempre votato per sostenere il governo, possibilmente anche questa volta".


"Non vengo in Italia per far cambiare governo. - ha aggiunto Pallaro - Insomma, se non ci saranno cambiamenti improvvisi, saro' per il si'". Dunque il numero dei senatori che voteranno a favore del governo Prodi dovrebbe salire a 164.


Intanto oggi pomeriggio alle 17, in diretta tv, Romano Prodi terrà il suo discorso nell’aula di Palazzo Madama per chiedere la fiducia all’assemblea. Oltre ai 158 voti di senatori eletti il centrosinistra dovrebbe contare su quattro senatori a vita: Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini. Voterà "sì" anche Giulio Andreotti, al quale probabilmente si aggiungerà Sergio Pininfarina. Conferma il suo no il senatore a vita Francesco Cossiga. A questo punto la Cdl sarebbe ferma a 157 voti. Il voto finale sulla fiducia è previsto per domani nel pomeriggio.


ANDREOTTI: PRONTO A VOTARE LA FIDUCIA SENZA I DICO

Il Governo è caduto sul voto per la politica estera, ma sembrano essere stati i ‘Dico’ a provocare il scivolone verso la crisi. Almeno secondo quanto dichiarato dal senatore a vita, Giulio Andreotti, che dopo la retromarcia innescata da Prodi sulle coppie di fatto fa capire di essere pronto a votare la fiducia all’esecutivo.


Il sette volte presidente del Consiglio non lo dice chiaramente, ma lo fa capire in modo evidente con una intervista al quotidiano “Repubblica”. “Ho letto il nuovo programma al quale ha lavorato la maggioranza – afferma il senatore - positivo: ho notato con piacere che certi punti non fanno più parte degli obiettivi dell'esecutivo". Ovvero "i matrimoni omosessuali saranno accantonati". Dunque "penso che non dovrebbero esserci difficoltà per il governo ad andare avanti".


A chi gli chiede se voterà la fiducia, Andreotti (che ha passato il week-end a Montecarlo “per un convegno di politica estera”) risponde così: “Penso che non dovrebbero esserci difficoltà ad per il raggiungimento del quorum necessario ad ottenere la fiducia".


Andreotti, che ad 86 anni continua a condizionare l’andamento della politica italiana, fa poi notare che “mi ha convinto molto quel che ha detto il Presidente Napolitano: anche io penso che non ci siano alternative a questo esecutivo, che la situazione è tale che risulta difficile trovare una soluzione diversa, almeno per adesso".

Con la sua astensione, mercoledì scorso, assieme al senatore a vita Pininfarina, Andreotti aveva causato la caduta del Governo. Ora ne sarà l’ancora di salvataggio.

DE GREGORIO: NO A FIDUCIA PERCHE’ MANCA FASE NUOVA

"Non votero' la fiducia al governo Prodi giovedi' in Senato. Il premier avrebbe potuto guidare lui stesso una fase nuova; ma presentarsi con un esecutivo identico, senza nessun segnale di rinnovamento e' un errore clamoroso, perche' il Paese si sarebbe aspettato segnali di novita'". Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico Italiani nel mondo, nel corso della trasmissione 'Viva voce', condotta da Giuseppe Cruciani, in onda su Radio.

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