Prodi attacca Veltroni: "Il mio governo poteva continuare"

Prodi attacca Veltroni: "Il mio governo poteva continuare"

Prodi attacca Veltroni: "Il mio governo poteva continuare"

Romano Prodi si toglie qualche sassolino dalle scarpe. E rompe il lungo silenzio sulle questioni di politica interna, che durava di fatto dal giorno in cui il Pdl ha vinto le elezioni politiche, nell'aprile del 2008. Parlando a "Che tempo che fa", il professore dimostra qualche disappunto per come è stata gestita la fase iniziale del Pd: "Il mio poteva andare avanti, perché dopo una Finanziaria durissima il Paese avrebbe finalmente potuto raccogliere i frutti di quei sacrifici", ha detto.

 

Alla domanda del conduttore Fabio Fazio su cosa Prodi pensò quando Veltroni diede l'annuncio di correre da solo alle elezioni, cioè senza la sinistra Radicale, il professore ha isposo così: "Non ebbi bisogno di pensare. Ricordo che si affacciò Mastella alla porta del mio ufficio a Palazzo Chigi - ha rivelato -. Teneva la testa piegata da un lato e urlò: se voi volete fare fuori me, sono io che faccio fuori prima voi. Per la verità la frase di Clemente era un po' più colorita, ma la sostanza non cambia...".

 

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Da qui il dissidio con Veltroni. "La linea politica adottata da Walter nel partito non era la mia e per questo mi sono fatto da parte", ha spiegato per la prima volta. E sulla nuova linea adottata da Franeschini ("Ci siamo sentiti spesso", ha rivelato Prodi) il professore è fiducioso. Ma avverte che "il Pd non deve andare da solo alle elezioni, essendo stato costruito per divenire il nucleo fondante della coalizione". 

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