Prodi chiede la fiducia: ''Serve nuova legge elettorale''

Prodi chiede la fiducia: ''Serve nuova legge elettorale''

ROMA – “Sono qui per chiedere la fiducia e riprendere con nuovi slancio l’azione di governo”. Lo ha detto il presidente del consiglio Romano Prodi aprendo il suo intervento al Senato.


“Le forze che sostengono il governo hanno ispirazioni culturali differenti ma tutte sono accomune da un obiettivo di profonda riforma del Paese – ha detto Prodi -. Un obiettivo che non potrà essere perseguito senza il comune perseguimento dell’interesse generale nell’azione di governo. Saranno garantiti spazi ed occasioni per un confronto aperto delle posizioni e delle proposte”.


“Lo scorso 21 febbraio è sulla politica estera che si è determinata la crisi – ha aggiunto il Professore - ed è dunque da qui che è giusto riprendere il nostro cammino, ribadendo con chiarezza cosa intendiamo fare nel futuro”.


NECESSARIA UNA RIFORMA ELETTORALE

"Uno dei nodi della lunga crisi di transizione che interessa il paese dai primi anni '90 e' rappresentato dalla legge elettorale. Per questo rispondendo all'invito del presidente della repubblica ribadiamo l'impegno preso alle elezioni e consideriamo nostro dovere procedere alla riforma elettorale". Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi, durante il suo discorso al Senato con il quale chiederà il voto della fiducia al suo governo.


Per Prodi la nuova legge elettorale “è una priorità. Non ci sono pregiudiziali, la legge dovrà essere frutto di un'ampia convergenza. Mai più modifiche decise da una sola parte"

IN AFGHANISTAN NON BASTA PRESENZA MILITARE

“La presenza militare in Afghanistan da sola non basta, solo l'azione politica può dare risposte e stabilità. E' questo il senso della conferenza di oace che abbiamo proposto. I nostri soldati in quel paese sono portatori di una cultura di dialogo e non di scontro”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo al Senato per chiedere la fiducia al suo governo. “Non chiedo sconti – ha precisato il premier - ma chiedo che si ragioni su soluzioni concrete e realistiche. Questa è la via della pace, la fatica della pace”.

L’ECONOMIA MIGLIORA MA NON E’ SOLO MERITO NOSTRO

“Abbiamo ridotto la distanza economica che ci separa dalle principali democrazie europee" ha poi affermato il premier, provocando qualche bisbiglio di troppo nell’aula di Palazzo Madama. “So che tutto il merito non può essere ascritto al nostro Governo".

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