Prodi: due terzi del 'tesoretto' andrà alle famiglie

Prodi: due terzi del 'tesoretto' andrà alle famiglie

ROMA – Il ‘Tesoretto’ andrà alle famiglie per i due terzi, mentre la parte restante sarà destinata alle imprese. Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, con una lettera inviata al ‘Corriere della Sera’, nella quale ha voluto spiegare agli italiani le sue decisioni in merito al cosiddetto "tesoretto", costituito dalle maggiori entrate fiscali ricevute dallo Stato.


Prodi promette che non ci sarà "nessuna concessione ai calendari elettorali", anche se ammette di aver “più volte ricevuto forti e comprensibili inviti perchè le eventuali decisioni possano entrare in vigore prima delle elezioni amministrative". "Credo che questo sia incompatibile con il nostro programma elettorale – ha spiegato -, dedicata ad impiegare tutti i cinque anni della legislatura per risanare le finanze pubbliche e rilanciare con forza la nostra economia”.


"Due di queste tre parti (il 66%) andranno, in diverse forme, a favore di chi, lavoratore, pensionato o disoccupato, affronta con maggiore difficoltà il cammino della propria esistenza – scrive Prodi nella sua lettera al ‘Corriere’ -. Troppe sono le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e troppe sono le famiglie che non riescono a costruire un futuro per i propri figli. E a loro va il primo e più corposo pensiero”.

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Il Professore non si dimentica però del mondo produttivo e delle richieste arrivate da vasti settori dell’economia. “Il restante terzo (33%) andrà alle imprese e alle politiche per la crescita, lo sviluppo e gli investimenti in infrastrutture di una economia – ha sottolineato Prodi - che si sta risanando, ma che ha ancora bisogno di stimoli e di incentivi, soprattutto alla ricerca, all'innovazione e al rilancio delle risorse umane. Stimoli e incentivi che si sommano al forte aiuto della riduzione delle tasse sul lavoro che comincerà a produrre i propri effetti già dal 1 luglio di quest'anno".

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