Prodi lancia Bersani: ''Per me nessun ritorno in campo''

Prodi lancia Bersani: ''Per me nessun ritorno in campo''

Prodi lancia Bersani: ''Per me nessun ritorno in campo''

ROMA - Pierluigi Bersani potrebbe esser un valido candidato premier per il centrosinistra. Ma "se ci fosse una personalità con più chance di vittoria", il segretario del Pd potrebbe non essere l'unico. Romano Prodi, che ha battuto per due volte Berlusconi, ha fatto il suo pensiero all'ultimo libro di Bruno Vespa. "Quando un partito si chiede come conquistare il governo la prima persona a cui pensa è il segretario", ha affermato l'ex presidente del Consiglio.

 

"Ma se ci fosse qualcun altro con maggiori possibilità, allora si può cambiare.  Prendiamo la Francia. Martine Aubry è diventata segretario del partito socialista - ha affermato il professore -. Ma è possibile che Dominique Strauss-Kahn abbia maggiori probabilità di battere Nicolas Sarkozy. Il segretario, insomma, deve mettere insieme il suo ruolo e la possibilità di vincere. Bersani lo può fare".

Positivo il giudizio su Bersani: "Negli ultimi tempi - ha continuato Prodi - è andato molto meglio. Per troppo tempo ha però dovuto accettare che non ci fosse nel partito nessuna disciplina. Se non hai disciplina, non hai nemmeno forza. E lo dico per esperienza". Quanto alle prospettive del centrosinistra, Prodi ha bocciato l'attuale legge elettorale bollandola come "un pasticcio".

 

"La mia linea resta comunque quella della necessità di mettere insieme tutte le forze riformiste del Paese - ha spiegato Prodi -. Altrimenti non si risolvono i problemi italiani e, inoltre, si perde" . Sul Nuovo Ulivo Prodi è cauto. "Se metti la parola nuovo ha senso tutto - ha premesso -. Il mio era un progetto molto preciso. Cambiare l'Italia mettendo insieme le quattro tradizioni politiche del Paese: cattolicesimo democratico, socialismo, liberalismo, ambientalismo".

 

"Fine della lotta secolare tra guelfi e ghibellini - ha aggiunto -. Cattolici presenti nell'uno e nell'altro schieramento con la Chiesa forte nei principi ma fuori dalle battaglie quotidiane". Un disegno che è caduto nelle due occasioni in cui ha avuto il sopravvento sul ‘berlusconismo'. "Con questo disegno ho vinto due volte. L'elettorato perciò l'ha capito, ma non i protagonisti, non i Poteri Forti. Eppure quel disegno è ancora caro agli italiani".

 

Impensabile, però, pensare ad una replica: Le strutture politiche sono ormai molto diverse. E perchè se vinci per due volte e per due volte non riesci a portarlo a termine diventa più difficile presentarlo agli elettori". Nessun ritorno, insomma, "per due ragioni: la prima, non c'è una situazione politica adatta, la seconda, mi sono dedicato alla mia riacculturazione, mi sto divertendo e mi piace moltissimo quello che faccio. E poi non è vero che non c'è due senza tre". Pressioni? "Uno ha sempre degli amici che magari gli dicono una bugia".

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